Rahel
Rahel

Un presunto biglietto d’addio, che una delle coinquiline avrebbe consegnato in Questura, è il nuovo elemento da verificare nella ricostruzione della scomparsa di Rahel Gebrezgi Mengesha, la studentessa dell’Università della Calabria di cui non si hanno più notizie dal 19 ottobre. Una circostanza ancora da confermare ufficialmente, che potrebbe aggiungere un tassello agli accertamenti sulle ore precedenti all’allontanamento della giovane dal campus di Arcavacata. Secondo le informazioni raccolte, il messaggio sarebbe stato consegnato alle forze dell’ordine dalla ragazza con cui Rahel condivideva l’alloggio. La studentessa viveva infatti nelle Maisonettes insieme ad altre due ragazze. Resta da chiarire il contenuto del presunto biglietto, quando sarebbe stato scritto e quale significato possa avere nell’ambito delle indagini. Anche le circostanze della consegna e le eventuali reazioni che avrebbe suscitato dovranno trovare riscontro. Al momento, non è possibile stabilire se il messaggio sia effettivamente riconducibile a Rahel né se possa spiegare, anche solo in parte, quanto accaduto. La sua eventuale esistenza non permette di formulare conclusioni sulle ragioni della scomparsa o sulle intenzioni della giovane.

Lazare: «La vedevo spesso al bar delle Maisonettes»

A offrire un ulteriore punto di osservazione sugli ultimi giorni della studentessa è Lazare, uno degli uomini che fanno parte della comunità straniera e internazionale presente nell’area universitaria. Non si tratta di uno studente, ma di una persona che frequenta quell’ambiente e che avrebbe incontrato Rahel in diverse occasioni. Lazare racconta di averla vista spesso al bar delle Maisonettes, uno dei luoghi che la giovane frequentava abitualmente. Negli ultimi tempi, secondo quanto riferisce, Rahel appariva particolarmente triste e desolata. La ragazza avrebbe manifestato il proprio malessere anche attraverso le parole, lamentando una condizione di profonda tristezza. Un racconto che restituisce un elemento umano alla ricostruzione della vicenda e che si aggiunge alle altre testimonianze raccolte tra le persone che conoscevano la studentessa. Elementi testimoniali che non consentono da soli di stabilire un collegamento tra il malessere riferito, il presunto biglietto e la successiva scomparsa.

Il Pronto soccorso, la Questura e gli ultimi giorni prima della scomparsa

La possibile esistenza del messaggio si inserisce in una sequenza di circostanze che gli investigatori stanno cercando di ricostruire. Il 16 ottobre Rahel si sarebbe recata al Pronto soccorso, dove avrebbe riferito di aver subito una violenza. Anche questo episodio necessita di ulteriori verifiche e non è possibile stabilire se abbia un collegamento con gli eventi successivi. Un altro punto da chiarire riguarda il presunto passaggio in Questura prima del 19 ottobre. La natura della comunicazione, le circostanze in cui sarebbe avvenuta e l’eventuale relazione con il messaggio che la coinquilina avrebbe consegnato agli agenti restano aspetti da verificare. La ricostruzione degli ultimi giorni della giovane richiede quindi di tenere insieme le testimonianze, le informazioni disponibili e gli eventuali riscontri investigativi, senza trasformare le ipotesi in fatti accertati.

L’ultimo avvistamento e le ricerche

Rahel si è allontanata dagli alloggi universitari il 19 ottobre e da allora non sono arrivate notizie certe sui suoi spostamenti. Tra le testimonianze già raccolte c’è quella relativa alla presenza della ragazza alla stazione di Vaglio Lise, a Cosenza, intorno alle 00:30 nella notte tra il 18 e il 19 ottobre. Secondo il racconto di uno studente, avrebbe chiesto informazioni per trovare il numero di un taxi, apparendo scossa e spaventata. Anche il bar delle Maisonettes è al centro della ricostruzione: secondo una testimonianza, Rahel sarebbe passata dal locale la sera della scomparsa, intorno alle 20:30-21, per prendere un cappuccino e ascoltare musica. Nel frattempo, il fratello della giovane è arrivato dalla Germania per seguire le ricerche e ha chiesto sostegno alla Croce Rossa Italiana – Comitato di Cosenza. L’Università della Calabria ha assicurato la propria collaborazione alle autorità, mentre la comunità universitaria e le persone vicine a Rahel continuano a sperare in notizie utili. Il presunto biglietto, il racconto di Lazar e la ricerca di assistenza negli ultimi tempi sono elementi che potranno contribuire alla ricostruzione soltanto se adeguatamente verificati. La priorità resta rintracciare Rahel e chiarire che cosa sia accaduto dopo il suo allontanamento.

Chiunque abbia informazioni utili sui suoi spostamenti è invitato a contattare le forze dell’ordine al 112.