Cetraro, perquisizione nel centro storico: sequestrati 40mila euro in un “magazzino blu”
Indagini della Dda di Catanzaro: il denaro sarebbe legato a un presunto gruppo criminale, coinvolto un detenuto già imputato per mafia
Il 18 marzo 2026 i Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza hanno eseguito un decreto di perquisizione disposto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro – Direzione Distrettuale Antimafia.
L’operazione ha riguardato un immobile situato nel centro storico di Cetraro, dove gli investigatori ritenevano potesse essere custodito materiale illecito riconducibile a Luca Occhiuzzi, attualmente imputato per associazione di stampo mafioso.
Le indagini e il collegamento con il detenuto
Il provvedimento nasce dal prosieguo delle indagini condotte dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri nei confronti dell’uomo, detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.
Occhiuzzi era stato arrestato il 15 febbraio 2025 dopo un periodo di latitanza, in relazione a un’ordinanza cautelare per tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso.
Secondo quanto emerso nel corso delle attività investigative, l’uomo, pur essendo detenuto, avrebbe avuto la disponibilità di un telefono cellulare utilizzato illecitamente per gestire informazioni ritenute di interesse per il gruppo criminale di riferimento.
Il riferimento al “magazzino blu”
Dall’analisi del dispositivo mobile sarebbero emersi diversi riferimenti a un luogo indicato come “magazzino blu”.
Nelle conversazioni intercettate con una giovane a lui legata, l’uomo avrebbe manifestato sollievo per il fatto che quel locale non fosse stato oggetto di controlli da parte delle forze dell’ordine.
Questo elemento ha indirizzato gli investigatori verso l’individuazione precisa dell’immobile.
Il sequestro del denaro contante
Nel pomeriggio del 18 marzo, i Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Paola hanno quindi effettuato l’accesso nei locali individuati.
All’interno sono stati rinvenuti e sequestrati quasi 40.000 euro in contanti, ritenuti, secondo l’ipotesi accusatoria, possibile provento di attività illecite riconducibili all’uomo e al gruppo criminale cetrarese.
Un’indagine ancora in corso
L’operazione si inserisce in un più ampio filone investigativo coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, volto a ricostruire dinamiche e attività del presunto sodalizio criminale.
Gli accertamenti proseguono per chiarire l’origine del denaro sequestrato e i collegamenti con le attività contestate, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuali sentenze definitive.