San Fili, Linda Cribari tra spopolamento, turismo e opere pubbliche: «Vogliamo un paese in cui scegliere di restare»
La sindaca di San Fili traccia un bilancio dell'attività amministrativa, rivendicando 13 assunzioni, nove stabilizzazioni e circa 14 milioni di euro di finanziamenti ottenuti

Contrastare lo spopolamento, creare opportunità per i giovani e trasformare il patrimonio culturale in una risorsa economica stabile. Sono alcune delle sfide al centro dell'intervista di Calabria News 24 alla sindaca di San Fili, Linda Cribari, che ripercorre i risultati raggiunti dalla sua amministrazione e affronta le criticità ancora irrisolte. Dalle politiche occupazionali agli investimenti pubblici, dalla valorizzazione delle Notti delle Magare alla gestione dei servizi idrici e ambientali, la prima cittadina rivendica il lavoro svolto, ma riconosce che molto resta da fare. Tra le priorità, il recupero delle abitazioni abbandonate, il ripopolamento dei centri storici e il rafforzamento dei collegamenti con l'Università della Calabria. Non mancano i progetti ancora in attesa di realizzazione, dalla piscina comunale alla valorizzazione dell'ex stazione ferroviaria. «Non possiamo promettere che ogni giovane troverà lavoro a San Fili», ammette Cribari, indicando però l'obiettivo di costruire condizioni concrete affinché restare o tornare diventi una scelta possibile.
Sindaca, nel gennaio 2026 ha ricevuto un riconoscimento dall’associazione Svimar per il suo impegno a favore dei territori del Mezzogiorno. Ma proprio lo spopolamento e la difficoltà di garantire opportunità ai giovani rimangono questioni centrali per i piccoli comuni. Al di là dei riconoscimenti istituzionali, quali risultati concreti ha ottenuto San Fili nel contrastare l’emigrazione giovanile? E cosa direbbe oggi a un ragazzo che vorrebbe restare, ma non vede prospettive lavorative nel proprio paese?
Il contrasto allo spopolamento è una delle sfide più complesse per i piccoli Comuni, perché chiama in causa dinamiche economiche e sociali che superano le competenze e le possibilità di intervento di una singola amministrazione. Sarebbe poco credibile sostenere che un Comune possa, da solo, risolvere il problema della mancanza di lavoro o arrestare l’emigrazione giovanile. Può, però, creare condizioni più favorevoli affinché restare non significhi rinunciare alle proprie aspirazioni. In questi anni abbiamo lavorato per rafforzare i servizi, migliorare la qualità della vita e valorizzare le risorse del territorio, cercando anche di intervenire concretamente sul fronte dell’occupazione. Abbiamo stabilizzato nove tirocinanti di inclusione sociale, attivato ulteriori percorsi di tirocinio e assunto complessivamente tredici unità lavorative. Sono risultati importanti per la nostra comunità, perché hanno consentito di dare maggiore stabilità lavorativa a diverse persone, rafforzando al contempo la capacità operativa dell’Ente e i servizi rivolti ai cittadini. Abbiamo inoltre attivato i progetti del Servizio Civile Universale, coinvolgendo circa 40 giovani in percorsi dedicati alla tutela ambientale, alla promozione culturale e alla socializzazione. Abbiamo investito nella digitalizzazione dei servizi comunali, nella riqualificazione degli impianti sportivi, nelle politiche culturali e nel recupero del patrimonio pubblico. Sono interventi che contribuiscono a costruire una comunità più attrattiva, nella quale i giovani possano trovare occasioni di partecipazione, formazione e crescita. Abbiamo inoltre ottenuto circa 14 milioni di euro di finanziamenti per interventi di rigenerazione urbana, tutela del territorio, servizi e promozione turistica, nell’ambito di un volume complessivo di risorse attivate o richieste che si attesta intorno ai 20 milioni di euro. Queste risorse non rappresentano automaticamente nuovi posti di lavoro stabili, ma costituiscono una leva per migliorare le infrastrutture, sostenere l’economia locale e creare le condizioni per nuovi investimenti. La sfida decisiva è ora collegare questi interventi a concrete opportunità occupazionali. Per questo guardiamo al rafforzamento dei rapporti con l’Università della Calabria, alle prospettive connesse alla realizzazione dell’ospedale di Arcavacata, al turismo lento, all’ospitalità diffusa e al recupero delle abitazioni abbandonate nei centri storici di San Fili e Bucita. Stiamo lavorando anche per favorire migliori collegamenti con l’Università e l’area urbana, perché la mobilità è una condizione essenziale per accedere allo studio e al lavoro. A un ragazzo che vorrebbe restare direi di non rinunciare al proprio legame con questa terra, ma anche di non accontentarsi delle promesse. Ha diritto a opportunità vere, a una formazione adeguata e a un lavoro dignitoso. Il nostro compito è contribuire a costruire le condizioni perché possa scegliere liberamente di restare, tornare o investire qui le proprie competenze. Non possiamo promettere che ogni giovane troverà lavoro a San Fili; possiamo però impegnarci affinché il paese non sia soltanto il luogo da cui partire, ma anche un luogo in cui sia possibile immaginare e costruire il proprio futuro. Le stabilizzazioni, le nuove assunzioni e i percorsi di tirocinio rappresentano passi concreti in questa direzione, ma sappiamo che occorre continuare a lavorare per ampliare le opportunità, sostenere l’iniziativa imprenditoriale e rendere il nostro territorio sempre più capace di offrire prospettive alle nuove generazioni.
San Fili ha costruito una parte importante della propria identità turistica attorno alle Magare, e l'amministrazione ha celebrato l'edizione 2026 de Le Notti delle Magare come un successo di partecipazione. Ma quanto di questo successo si trasforma realmente in economia per il territorio? Che benefici per le attività commerciali? E non teme che, senza un'offerta capace di attrarre visitatori durante tutto l'anno, il paese rischi di vivere soprattutto di grandi eventi?
Il successo di un evento culturale non si misura esclusivamente attraverso il numero dei partecipanti o la qualità del programma artistico, ma anche attraverso la sua capacità di generare ricadute sul territorio, sostenere le attività economiche e contribuire alla costruzione di una destinazione turistica riconoscibile. Le Notti delle Magare, insieme al Festival San Fili Terra Magarae e alle altre iniziative culturali promosse in questi anni la Rassegna "Tutti a Teatro - Viaggio nei Generi Teatrali"— Ad Libitum - il Festival della Musica Antica, il Peperoncino Jazz Festival, il Dantedì, il Concorso Letterario Le Notti delle Magare e il Concorso Letterario Paolo Borsellino — hanno contribuito a rafforzare l’identità di San Fili, ad accrescerne la visibilità regionale e a produrre importanti ricadute economiche sul territorio, favorendo la presenza di visitatori e creando occasioni di lavoro e opportunità per le attività commerciali e gli operatori locali. Nel tempo abbiamo costruito una proposta culturale articolata, capace di intrecciare arte, musica, letteratura, tradizioni, ambiente e partecipazione delle associazioni locali. Il progetto Geo Art Experience, avviato nel 2024, ci ha inoltre consentito di comprendere quanto la cura degli spazi pubblici, la valorizzazione del paesaggio e la qualità dell’accoglienza siano elementi fondamentali per rendere il territorio più attrattivo. Questi risultati rappresentano un patrimonio importante, che dobbiamo consolidare e sviluppare ulteriormente. Le ricadute economiche ottenute sono significative, ma non possiamo considerarle un punto di arrivo: dobbiamo continuare a lavorare per amplificarle, renderle più stabili nel tempo e distribuirle in maniera sempre più ampia sul tessuto economico locale. Per questo è importante rafforzare il confronto con commercianti, operatori turistici e imprenditori, oltre a monitorare con maggiore sistematicità le presenze, la permanenza dei visitatori, l’utilizzo delle strutture ricettive e i consumi nelle attività commerciali. Questi dati ci permetteranno di comprendere meglio gli effetti delle iniziative e di orientare le future scelte di promozione. Condivido pienamente, inoltre, la necessità di non limitare la promozione turistica ai grandi eventi. Una manifestazione può rappresentare la porta d’ingresso per far conoscere un territorio, ma è la qualità dell’offerta complessiva a convincere il visitatore a tornare, a fermarsi più a lungo e a scegliere le attività locali. Per questo stiamo lavorando a una strategia che affianchi agli eventi la valorizzazione dei centri storici di San Fili e Bucita, dei percorsi naturalistici e di trekking, dei cammini religiosi, del patrimonio storico e spirituale e delle esperienze legate alle tradizioni locali. L’obiettivo è favorire il turismo lento e l’ospitalità diffusa, recuperando anche gli immobili abbandonati e coinvolgendo, dove possibile, i soggetti privati. Un segnale incoraggiante è rappresentato dall’avvio delle prime visite organizzate da parte di gruppi turistici, che stanno iniziando a scegliere San Fili per conoscerne il patrimonio culturale, le tradizioni e le bellezze del territorio. Il prossimo 22 novembre ospiteremo un nuovo gruppo: un’occasione che conferma l’interesse a scoprire il nostro paese anche al di fuori dei grandi eventi. È un percorso ancora da consolidare, ma che indica una direzione importante. La nostra ambizione è trasformare la cultura da appuntamento occasionale a motore di sviluppo economico e turistico, capace di generare benefici continuativi per le attività locali e per l’intera comunità. Per riuscirci servono continuità nella programmazione, servizi adeguati, strutture ricettive, collegamenti efficienti e una collaborazione stabile tra istituzioni, commercianti, associazioni e imprenditori. Le Notti delle Magare rappresentano un punto di forza di questa strategia, ma non devono essere l’unico elemento su cui puntare. La sfida è costruire attorno alla nostra identità culturale un’offerta più ampia e integrata, capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno e trasformare la visibilità conquistata in nuove opportunità di crescita per San Fili.
Negli ultimi giorni il Comune ha comunicato possibili rallentamenti nella raccolta differenziata, legati alla protesta degli autotrasportatori, e un'interruzione programmata dell'erogazione idrica. Sono situazioni con cause differenti, ma che richiamano l'attenzione sui servizi essenziali. Quanto è vulnerabile San Fili rispetto alle emergenze esterne? E quali interventi strutturali intende realizzare per garantire ai cittadini continuità nei servizi, senza dover ricorrere ogni volta a soluzioni temporanee?
Le comunicazioni relative alla raccolta dei rifiuti e all'interruzione programmata dell'acqua richiamano un tema fondamentale: la capacità di un territorio di affrontare criticità che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini. Un piccolo Comune è inevitabilmente esposto a fattori esterni, soprattutto quando alcuni servizi dipendono da infrastrutture, impianti e soggetti gestori sovracomunali. Questo, però, non significa che si debba considerare la vulnerabilità una condizione inevitabile. Significa, piuttosto, che occorre investire nella prevenzione, nella manutenzione e nel coordinamento con gli enti competenti. Per quanto riguarda il servizio idrico, abbiamo avviato la mappatura dei sottoservizi e la manutenzione periodica della rete idrica e fognaria comunale, oltre a interventi di regimentazione delle acque piovane e al recupero di diverse fontane pubbliche. Tra gli obiettivi sui quali stiamo lavorando figura anche l'ottimizzazione della rete idrica, per la quale sono in fase di valutazione ulteriori progetti. Dobbiamo proseguire su questa strada, puntando alla riduzione delle perdite, alla conoscenza puntuale delle criticità della rete e a una programmazione degli interventi basata sulle effettive priorità. Sul fronte dei rifiuti, abbiamo rafforzato le attività di pulizia ordinaria e straordinaria, promosso iniziative di educazione ambientale, predisposto nuove fototrappole contro l'abbandono illecito e migliorato gli strumenti di gestione del decoro urbano. La raccolta differenziata ha raggiunto il 73,30%, un risultato significativo che dimostra quanto siano importanti la collaborazione dei cittadini e l'organizzazione del servizio. Anche in questo ambito occorre continuare a rendere il sistema più efficiente e capace di affrontare eventuali interruzioni della filiera esterna. Un altro elemento importante è il Piano comunale di Protezione Civile, approvato per rafforzare la capacità di prevenzione e gestione delle emergenze. La pianificazione deve essere accompagnata da procedure operative chiare, tempestiva informazione ai cittadini e coordinamento con gli organismi responsabili dei servizi. È necessario essere trasparenti: nessuna amministrazione può garantire che non si verifichino mai interruzioni, soprattutto quando dipendono da cause esterne. Può, però, ridurre i rischi, programmare gli interventi strutturali, migliorare la comunicazione e limitare i disagi. È questa la direzione nella quale intendiamo proseguire, con l'obiettivo di rendere i servizi più affidabili e il territorio più preparato ad affrontare le criticità.
Lei guida San Fili da diversi anni e ha costruito un percorso amministrativo puntando sulla valorizzazione del territorio, sulla cultura e sul rafforzamento della comunità. Quale risultato considera davvero il più importante per la vita quotidiana dei cittadini? E soprattutto, quale promessa elettorale non è riuscita ancora a mantenere e per quale ragione? Se dovessi individuare il risultato più importante, non lo limiterei a una singola opera o a un finanziamento.
Credo che il risultato più significativo sia stato rafforzare la capacità del Comune di programmare il proprio futuro, coniugando solidità finanziaria, miglioramento dei servizi, riqualificazione del patrimonio pubblico, tutela dell’ambiente e attenzione alle persone più fragili. In questi anni abbiamo promosso interventi sociali a sostegno delle famiglie in difficoltà, garantito servizi domiciliari, trasporti per le persone con disabilità e in stato di bisogno, prelievi e analisi a domicilio per le persone fragili e visite specialistiche gratuite. Abbiamo attivato servizi di ascolto per le famiglie, laboratori educativi e iniziative estive per i minori, intervenendo anche sulle emergenze abitative. Sono azioni che incidono direttamente sulla qualità della vita, pur avendo spesso meno visibilità delle grandi opere pubbliche. Sul fronte infrastrutturale, abbiamo realizzato quattro interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, due in località Coste a San Fili e due nella frazione Bucita. Abbiamo, inoltre, investito nella riqualificazione della Caserma dei Carabinieri, dell’ex Municipio di Piazza San Giovanni, della Scuola Primaria e della Scuola Secondaria di primo grado con le annesse mense, del nuovo asilo nido in località Cozzi, di tre immobili all’interno del Parco Carlo Alberto Dalla Chiesa e di un immobile confiscato alla mafia. A questi interventi si aggiungono la riqualificazione della palestra, del campetto di calcio a cinque e dell’area fitness, oltre agli investimenti nella cultura e nei servizi digitali. Grazie ai finanziamenti PNRR abbiamo attivato strumenti come PagoPA, l’app IO, i servizi in cloud e le notifiche digitali, rendendo più accessibile ed efficiente il rapporto tra cittadini e amministrazione. Importanti risultati sono stati raggiunti anche in campo ambientale: abbiamo ultimato l’isola ecologica, bonificato l’ex discarica in località Fiego e ottenuto un finanziamento per la transizione ecologica, che ci consentirà di proseguire il percorso verso una gestione più sostenibile delle risorse e del territorio. Abbiamo inoltre ottenuto un finanziamento per la valorizzazione del Cammino di San Francesco, che consentirà di intervenire su tre elementi strategici: la ristrutturazione di un immobile nel centro storico, il recupero del Rifugio Croce Verranco e la riqualificazione del percorso. È un progetto che unisce patrimonio storico, natura e spiritualità, con importanti potenzialità per il turismo sostenibile di San Fili e dell’intero comprensorio. A breve inizieranno anche i lavori di riqualificazione dell’immobile che ospita la Biblioteca Comunale “Goffredo Iusi”, il Centro Socio-Sanitario e l’Accademia Musicale “Caccini”. Un intervento che consentirà di migliorare spazi destinati a servizi sociali, culturali ed educativi fondamentali per la comunità. Un risultato di particolare rilievo è stata l’approvazione del Piano Strutturale Comunale dopo 25 anni di attesa. Non si tratta soltanto di un adempimento amministrativo, ma di uno strumento strategico per orientare le trasformazioni urbanistiche, tutelare il patrimonio esistente, valorizzare i centri storici e creare condizioni favorevoli a nuovi investimenti e a uno sviluppo equilibrato e sostenibile. Accanto alle opere, considero fondamentale il rafforzamento della collaborazione tra istituzioni, associazioni, scuola e cittadini. Una comunità cresce quando le persone non sono semplici destinatarie di servizi, ma partecipano attivamente a un progetto comune. Naturalmente, non tutto è stato realizzato e restano sfide importanti. Una delle principali riguarda il ripopolamento dei centri storici di San Fili e Bucita, insieme alla creazione di condizioni più favorevoli per il lavoro e l’imprenditoria giovanile. Sono in fase di completamento le ristrutturazioni di sette immobili nel centro storico di San Fili e la realizzazione di sei appartamenti di edilizia residenziale pubblica nella frazione Bucita. Si tratta di interventi che consentiranno di recuperare il patrimonio edilizio esistente e ampliare le opportunità abitative. Abbiamo inoltre partecipato al Bando “Ripopola Calabria” con un progetto che prevede la ristrutturazione di due immobili comunali e la realizzazione di venti alloggi. L’obiettivo è favorire l’insediamento di nuovi residenti e trasformare il recupero del patrimonio pubblico in un’opportunità di rigenerazione urbana e sociale. La realizzazione del progetto dipenderà dall’esito della procedura e dalla disponibilità delle risorse necessarie. Il ripopolamento, tuttavia, non si realizza soltanto attraverso gli alloggi: occorrono collegamenti efficienti con l’Università della Calabria, nuove attività economiche e opportunità professionali per i giovani. La nostra strategia è quindi procedere su più fronti, recuperando gli immobili, valorizzando i centri storici e creando condizioni affinché San Fili e Bucita tornino a essere luoghi in cui scegliere di vivere e costruire il proprio futuro. È altrettanto importante chiarire quali interventi restino da realizzare e per quali ragioni. La piscina comunale non è stata ancora ristrutturata perché siamo in attesa di poter partecipare al Conto Termico 3.0, con l’obiettivo di reperire le risorse necessarie e realizzare un intervento sostenibile anche sotto il profilo energetico ed economico. Attendiamo inoltre gli esiti dei bandi ai quali abbiamo partecipato per completare la riqualificazione del Parco comunale Carlo Alberto Dalla Chiesa, uno spazio importante per la socialità e il tempo libero. Siamo anche in attesa del finanziamento per la riqualificazione dell’ex Municipio di Corso XX Settembre, che intendiamo recuperare attraverso la realizzazione del Parco Letterario dedicato a Don Aquilante Rocchetta. Il progetto punta a valorizzare la memoria storica e culturale di San Fili, restituendo alla comunità uno spazio dedicato alla conoscenza, alle radici e all’identità del territorio. Un’altra priorità riguarda l’ex stazione ferroviaria di San Fili. Stiamo lavorando per reperire risorse di bilancio e ulteriori finanziamenti che ci consentano di acquisire l’immobile al patrimonio comunale, nella prospettiva di valorizzarlo e inserirlo in un progetto più ampio di rilancio della tratta ferroviaria dismessa Paola-Cosenza. Tra gli interventi programmati e finanziati, ma non ancora realizzati, figura anche la realizzazione di un’oasi canina nell’area dell’ex maneggio comunale, finalizzata a rafforzare la tutela degli animali e il contrasto al randagismo. Il valore di un’Amministrazione non si misura soltanto da ciò che realizza, ma anche dalla trasparenza con cui riconosce gli obiettivi ancora aperti e dalla determinazione con cui continua a perseguirli. È con questo spirito che intendiamo proseguire: migliorare i servizi, valorizzare il patrimonio comunale, tutelare l’ambiente, sostenere le persone e costruire nuove prospettive di sviluppo per San Fili e Bucita.