“Siamo tuttə Laudomia”, a Cosenza un incontro per ripensare il ruolo della cultura
Giovedì 5 febbraio a La Base il collettivo del festival letterario chiama a raccolta artisti e operatori culturali dell’area urbana
Un momento di confronto aperto per rimettere al centro la cultura come strumento di critica sociale, emancipazione e azione politica. È questo lo spirito di “Siamo tuttə Laudomia”, l’incontro pubblico in programma giovedì 5 febbraio alle ore 18.30 presso La Base, in via Macallè, a Cosenza.
L’iniziativa è promossa dal collettivo Laudomia, che da cinque anni organizza l’omonimo festival letterario, e nasce da una riflessione critica sullo stato della cultura in città. Secondo gli organizzatori, Cosenza avrebbe progressivamente relegato la cultura a un ruolo marginale, ridotta a ornamento o a semplice strumento di scambio, perdendo la sua funzione di motore di pensiero e trasformazione sociale.
Dal festival alla comunità culturale
Laudomia, spiegano dal collettivo, è nato come festival letterario animato da attivisti, case editrici, librerie e volontari del territorio. Oggi, però, l’obiettivo è più ampio: aprirsi con maggiore forza all’intera area urbana, intercettando energie creative e artistiche che da tempo operano sul territorio, spesso senza spazi adeguati di confronto e riconoscimento.
In questa visione, operatori culturali, artisti e organizzatori di eventi sono chiamati a partecipare in prima persona, contribuendo alla costruzione di un percorso condiviso di riflessione e azione, alternativo a un modello istituzionale che viene definito pressoché inesistente.
Parole “eretiche” e azioni collettive
Al centro dell’incontro c’è la richiesta di “parole eretiche e performative”, capaci di tradursi immediatamente in pratica, per contrastare narrazioni considerate tossiche e dominanti. L’appello è rivolto a chi ha idee, progetti mai realizzati, forme di espressione artistica e visioni da sperimentare, con l’obiettivo di immaginare azioni collettive in grado di ridestare un territorio descritto come in torpore.
L’incontro del 5 febbraio non vuole essere un esercizio di auto-narrazione, ma un laboratorio aperto per costruire nuove traiettorie culturali, utilizzando saperi e competenze come strumenti di cambiamento e restituendo alla città un ruolo attivo e critico nel panorama culturale calabrese.