Protesta in Calabria, i presidi non si fermano: lunedì manifestazione alla Cittadella
Restano attivi i presidi di Spezzano Albanese, Firmo e Davoli. Agricoltori, autotrasportatori e commercianti annunciano una nuova mobilitazione per il 5 ottobre davanti alla Regione. Gli organizzatori: «Lo sconto del 20% sui carburanti è solo un cont

La protesta non si ferma. Dopo diversi giorni di mobilitazione, restano attivi in Calabria i presidi che vedono impegnati agricoltori, autotrasportatori, commercianti e altre categorie produttive, con punti di protesta a Spezzano Albanese, Firmo e Davoli. La mobilitazione, avviata nei giorni scorsi nell’ambito dell’iniziativa “L’Italia scende in piazza”, è promossa anche dal Movimento Popolare Nazionale e nasce dal malcontento legato all’aumento dei costi di produzione e del carburante. Ma le rivendicazioni vanno oltre il caro gasolio e comprendono anche il rapporto tra prezzi riconosciuti ai produttori e quelli praticati al consumo, la concorrenza delle importazioni e le difficoltà che stanno mettendo sotto pressione numerose aziende.
Lo sconto del 20% non placa la protesta
Gli organizzatori giudicano insufficiente anche la nuova misura introdotta da Eni per agricoltura e pesca. Dal 2 ottobre gli attuali clienti Enilive possono acquistare gasolio e benzina per uso agricolo e motopesca con uno sconto del 20% al netto dell’Iva, previsto fino al 31 ottobre e prorogabile, in base alle condizioni di mercato e alle disponibilità, fino alla fine dell’anno. Per il Movimento Popolare Nazionale, tuttavia, la riduzione rappresenta «veramente un contentino». Secondo i promotori, infatti, il problema non può essere ricondotto esclusivamente al costo del carburante, ma riguarda la sostenibilità complessiva delle attività produttive e il progressivo aumento delle spese che grava sulle aziende.
Spezzano, confronto con l’assessore Gallo
A Spezzano Albanese la protesta ha portato anche a un confronto con l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, che ha incontrato i manifestanti nella mattinata del 2 ottobre. Tra le questioni poste dagli agricoltori figurano gli aiuti alle imprese, le importazioni di prodotti da Paesi caratterizzati da costi e regole differenti e il forte divario tra quanto viene riconosciuto ai produttori e il prezzo finale nella grande distribuzione. Gallo ha riferito che la Regione valuterà possibili risposte attraverso misure regionali o, ove consentito, attraverso risorse del Complemento di sviluppo rurale 2023-2027.
Lunedì 5 ottobre protesta davanti alla Cittadella
La mobilitazione è ora destinata a spostarsi davanti alla sede della Regione Calabria. Per lunedì 5 ottobre è infatti prevista una manifestazione alla Cittadella regionale di Germaneto, a Catanzaro. Secondo quanto annunciato dagli organizzatori, prenderanno parte alla protesta autotrasportatori, trattoristi, agricoltori, commercianti, posteggianti e operatori legati al Comalca, il Consorzio Mercato Agroalimentare Calabria. L’obiettivo è portare direttamente davanti alla sede istituzionale regionale le richieste delle categorie che da giorni stanno presidiando strade e snodi della Calabria.
Il 10 ottobre appuntamento nazionale a Cosenza
Quella di Germaneto sarà una tappa intermedia. La mobilitazione dovrebbe infatti proseguire fino a sabato 10 ottobre, quando a Cosenza è prevista una manifestazione nazionale alla quale, secondo i promotori, arriveranno adesioni anche da altre regioni italiane. L’appuntamento era stato annunciato fin dall’avvio della protesta come momento conclusivo della prima fase della mobilitazione. Il movimento ha coinvolto in Calabria agricoltori, allevatori, autotrasportatori, pescatori e cittadini, con presidi e rallentamenti registrati in diverse zone della regione.
Una protesta che va oltre il caro gasolio
Il messaggio degli organizzatori resta quindi quello di allargare la vertenza. Il prezzo del carburante è considerato uno dei principali fattori che hanno fatto esplodere la protesta, ma non l’unico. Dietro i trattori e i mezzi fermi ai presidi ci sono rivendicazioni che riguardano costi di produzione, remunerazione delle aziende, importazioni, grande distribuzione e sostenibilità economica delle attività. E mentre arrivano le prime misure sul fronte del carburante, i manifestanti fanno sapere di non voler interrompere la mobilitazione: prima la Cittadella regionale, poi Cosenza, in attesa di quelle che definiscono risposte strutturali e non soltanto temporanee.