’Ndrangheta stragista bis, la Corte d’assise d’appello riapre l’istruttoria
Nuove audizioni e perizie nel processo sugli agguati del 1994. Attesa per la deposizione del comandante del Ros su intercettazioni dell’inchiesta Res Tauro
La Corte d’assise d’appello di Reggio Calabria ha disposto la riapertura dell’istruttoria dibattimentale nel processo ’Ndrangheta stragista bis, che vede imputati Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone, ritenuti mandanti dell’agguato del 18 gennaio 1994 in cui persero la vita i carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, oltre ad altri due attentati contro militari dell’Arma. La decisione è arrivata su richiesta del magistrato della Direzione distrettuale antimafia applicato come sostituto procuratore generale, Giuseppe Lombardo.
L’intercettazione e il ruolo del Ros
La presidente Angelina Bandiera ha rinviato l’udienza al 5 febbraio, quando sarà ascoltato il tenente colonnello Diego Berlingeri, comandante del Raggruppamento operativo speciale. L’ufficiale dovrà deporre su un’intercettazione emersa nell’ambito dell’inchiesta Res Tauro, che ha portato all’arresto del boss Giuseppe Piromalli, detto “Facciazza”. In quella conversazione, Piromalli avrebbe espresso apprezzamenti nei confronti dei fratelli Graviano, indicandoli come figure di primo piano di Cosa Nostra dopo l’arresto di Salvatore Riina.
Perizie e decisioni sui collaboratori di giustizia
Nella prossima udienza la Corte conferirà anche l’incarico a un perito per la trascrizione dell’intercettazione e ha ammesso agli atti alcune sentenze sull’attendibilità del collaboratore di giustizia Nino Lo Giudice, compresa quella definitiva della Corte d’appello di Firenze che lo ha condannato per calunnia nei confronti di Alberto Cisterna. Respinta, invece, l’acquisizione del verbale illustrativo della collaborazione di Lo Giudice e del memoriale del pentito Consolato Villani, ritenuto non rilevante ai fini del giudizio.