L’abolizione del bollo auto per le vetture di piccola e media potenza rappresenta, secondo l’assessora regionale alle Politiche sociali e al Welfare Pasqualina Straface, una misura destinata ad avere un impatto concreto sulla vita quotidiana delle famiglie. Il Consiglio dei ministri ha approvato l’esenzione per il 2027 per le auto fino a 80 kW e per i motoveicoli, prevedendo l’agevolazione per un solo veicolo per cittadino. Per Straface, dietro la scelta non ci sarebbe soltanto una valutazione tributaria, ma l’esigenza di sostenere lavoratori, anziani e nuclei familiari per i quali l’automobile rappresenta uno strumento indispensabile per gli spostamenti quotidiani. L’assessora rivendica inoltre il ruolo politico del presidente della Regione Roberto Occhiuto, ricordando come nei mesi scorsi avesse sostenuto a livello nazionale la proposta di eliminare il tributo.

«L’automobile in Calabria è spesso una necessità»

Straface lega il provvedimento soprattutto alle esigenze delle fasce sociali maggiormente esposte all’aumento del costo della vita. In Calabria, sottolinea, l’automobile non rappresenta necessariamente un bene superfluo, ma spesso l’unico mezzo disponibile per raggiungere il posto di lavoro, accompagnare i figli a scuola o recarsi nelle strutture sanitarie, soprattutto nei piccoli centri e nelle aree interne. Da qui la valutazione positiva dell’assessora, secondo cui eliminare il costo del bollo sulle utilitarie e sulle vetture di media potenza consentirà di ridurre una delle spese fisse sostenute ogni anno dalle famiglie.

Il richiamo alla collaborazione tra Governo e Regione

Secondo l’esponente della Giunta regionale, il provvedimento dimostrerebbe inoltre l’importanza della collaborazione tra i diversi livelli istituzionali e della capacità della politica di tradurre le esigenze dei cittadini in interventi concreti. Straface definisce l’abolizione del tributo una misura di equità sociale e sostiene che il percorso seguito abbia visto la Calabria contribuire al dibattito nazionale attraverso l’iniziativa politica di Occhiuto. «La buona politica – è il senso della posizione espressa dall’assessora – deve farsi carico delle fragilità quotidiane e sostenere il ceto medio», con l’obiettivo di alleggerire il peso delle spese che incidono sui bilanci familiari.