Dal Pollino allo Stretto, dallo Ionio al Tirreno, il teatro abbandona i palcoscenici tradizionali e si diffonde nei luoghi della quotidianità. Borghi, musei, biblioteche, scuole, bar e spazi urbani diventano scenari di spettacolo grazie a “Un Giorno all’improvviso #Festival – Il Teatro che supera se stesso”, progetto promosso da L’Altro Teatro, Nastro di Mobius e Fondazione Armonie d’Arte. Nei mesi di febbraio e marzo il cartellone proporrà sessanta appuntamenti distribuiti nelle cinque province calabresi, coinvolgendo artisti del territorio e ospiti provenienti da altre realtà culturali. La terza edizione, dedicata al tema “Futuro, collaborare per costruire”, è sostenuta con risorse PSC nell’ambito dell’avviso regionale per le attività teatrali e punta a rafforzare la rete culturale calabrese attraverso una programmazione capillare.

Rogliano e Marzi, teatro per l’infanzia e omaggio ai grandi cantautori

Sabato 21 febbraio il festival farà tappa a Rogliano con una giornata interamente dedicata ai bambini. Al Centro per la famiglia “Armonia”, Angelo Gallo guiderà il laboratorio “La Fabbrica dei Pupazzi”, offrendo ai più piccoli la possibilità di realizzare burattini con materiali di riciclo. A seguire, lo spettacolo “Pinocchio” del Teatro della Libellula proporrà una rilettura intensa e suggestiva del classico, con scenografie e figure realizzate a mano. Domenica 22 febbraio a Marzi andrà in scena “I Virtuosi calabresi”, un racconto musicale che intreccia esecuzioni dal vivo e narrazione, con un omaggio a Rino Gaetano, Mia Martini e Mino Reitano. Protagonisti il Gruppo da camera dell’Orchestra Orfeo Stillo di Crotone, la soprano Benedetta Marcianò e la voce recitante di Francesco Pupa.

Tra memoria e identità, il reading teatrale itinerante

Il programma include anche il reading “Ritratto di famiglia in una casa al mare con scirocco”, con Saverio Tavano e le musiche di Salvatore Vitaliano. Lo spettacolo sarà presentato il 20 febbraio a Serra San Bruno, il 21 a Spadola e il 22 a Camini. Attraverso la storia di una famiglia qualunque, la narrazione affronta temi universali come memoria, segreti e fragilità, offrendo al pubblico un’esperienza intima e riflessiva. Il festival conferma così la volontà di trasformare l’intera regione in un palcoscenico diffuso, dove il teatro diventa occasione di incontro e crescita collettiva.