Giuseppe Ranuccio
Giuseppe Ranuccio

Dal 1° febbraio 2026 i biglietti del trasporto pubblico in Calabria aumenteranno del 20 per cento nei centri urbani e fino al 30 per cento sulle tratte extraurbane. Una decisione assunta mesi fa dalla Regione ma fatta partire solo dopo le elezioni, secondo quanto denuncia Giuseppe Ranuccio, vicepresidente del Consiglio regionale, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta chiedendo chiarimenti su una scelta definita ingiusta e socialmente insostenibile.

Le critiche al governo regionale


Ranuccio punta il dito contro il governo regionale di centrodestra, accusato di aver reperito rapidamente le risorse per aumentare il numero degli assessori e reintrodurre i sottosegretari, mentre sul trasporto pubblico la risposta sarebbe stata quella di scaricare i costi sui cittadini. Una linea che, a suo giudizio, penalizza un servizio essenziale e scarica le inefficienze sulle famiglie.

Impatto sociale e richieste di chiarimento


Secondo il vicepresidente, i rincari sono stati decisi senza gradualità, senza confronto con enti locali e associazioni degli utenti e senza tutele per studenti e pendolari, colpendo soprattutto le fasce più fragili. Con l’interrogazione, Ranuccio chiede di conoscere i criteri adottati e perché non si sia investito prima sul miglioramento del servizio, invocando responsabilità, ascolto dei territori e priorità chiare a tutela del diritto alla mobilità.