La riunione
La riunione

“Questa volta la protesta dei medici di medicina generale sarà massiccia e porterà a misure estreme”.

È quanto emerso nel corso del Consiglio Direttivo della FIMMG Catanzaro, riunitosi con urgenza alla presenza di tutti i suoi componenti all’indomani della mozione approvata dal Consiglio Nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale.

La FIMMG nazionale ha infatti deliberato la convocazione dell’Assemblea Nazionale di tutti i Consigli Direttivi provinciali, fissata a Roma per il prossimo 13 giugno, mentre resta al centro dello scontro il contestato “decreto Schillaci”.

In assenza di risposte concrete da parte del Governo, il Consiglio Nazionale della FIMMG ha dato mandato al segretario nazionale di proclamare lo sciopero della categoria con astensione dalle attività.

Le preoccupazioni dei medici sulla riforma delle Case di Comunità

La riforma promossa dal ministro della Salute Orazio Schillaci prevede che i medici di medicina generale diventino una componente stabile del modello organizzativo delle Case di Comunità.

Per i medici di base, oggi convenzionati con le Asp, destinati alle nuove strutture territoriali sarebbe prevista la possibilità di diventare dipendenti pubblici, con un rapporto di lavoro subordinato simile a quello dei medici ospedalieri.

Proprio da questo impianto normativo nascono le forti preoccupazioni espresse dalla categoria.

“Non osiamo neanche immaginare, ma il sospetto a questo punto è lecito, che l’obiettivo possa essere quello di destabilizzare l’unico sostegno di un sistema sanitario pubblico, ovverosia il medico di medicina generale, a vantaggio di un modello che si indirizzi sempre di più verso la privatizzazione”, ha dichiarato il segretario generale della FIMMG Catanzaro, dottor Gennaro De Nardo.

“Il rapporto fiduciario medico-paziente non si tocca”

Nel corso del Consiglio Direttivo provinciale, De Nardo ha sottolineato il ruolo centrale dei medici di famiglia all’interno del Servizio sanitario nazionale.

“L’azione di protesta è importante perché è in gioco la sostenibilità di un sistema sanitario nazionale in cui il medico di medicina generale rappresenta il primo baluardo a tutela dei cittadini e della salute pubblica”, ha affermato.

Secondo il segretario della FIMMG Catanzaro, la riforma rischierebbe di compromettere il rapporto fiduciario tra medico e paziente e di indebolire la continuità assistenziale.

“Il rapporto fiduciario medico-paziente non si tocca. Destrutturare questo modello è un’azione irresponsabile e priva di ogni logica”, ha aggiunto De Nardo, evidenziando possibili ripercussioni soprattutto per anziani, fragili e soggetti più vulnerabili.

La richiesta di rafforzare la medicina territoriale

Nel corso della riunione sono state inoltre pianificate le strategie di mobilitazione in linea con le indicazioni della FIMMG nazionale.

Il segretario provinciale ha contestato anche il metodo con cui sarebbe stata elaborata la riforma, denunciando l’assenza di confronto con le organizzazioni sindacali.

“Il decreto è stato concepito in assenza di una concertazione con le sigle sindacali. Una grave mancanza che viola palesemente la nostra Costituzione”, ha sostenuto De Nardo.

La FIMMG Catanzaro ribadisce infine la necessità di rafforzare, e non ridimensionare, la medicina territoriale.

“Non arretreremo di un centimetro. Dalla FIMMG Catanzaro parte un messaggio chiaro e inequivocabile che non può rimanere inascoltato da Roma e dalle istituzioni locali: l’impalcatura della medicina territoriale non si tocca, ma va rafforzata con strutture e mezzi adeguati”, ha concluso il segretario provinciale.