Il Pollino
Il Pollino

La Calabria sta vivendo una nuova stagione legata al turismo lento e all’escursionismo. Sentieri di montagna, cammini naturalistici, boschi secolari e percorsi panoramici stanno attirando un numero crescente di appassionati provenienti da tutta Italia e anche dall’estero.

Negli ultimi anni la regione ha iniziato a valorizzare sempre di più il proprio patrimonio ambientale, puntando su un’offerta turistica capace di unire natura, cultura, enogastronomia e sostenibilità. In questo scenario, l’escursionismo rappresenta una delle esperienze più richieste da chi cerca vacanze autentiche e lontane dal turismo di massa.

Dalle montagne dell’Aspromonte fino ai sentieri costieri del Tirreno e dello Ionio, la Calabria offre paesaggi estremamente diversi tra loro, capaci di trasformare ogni cammino in un’esperienza immersiva tra mare, boschi, cascate, canyon e piccoli borghi storici.

Aspromonte, Sila e Pollino tra i simboli del trekking calabrese

Tra le mete più apprezzate dagli escursionisti spiccano il Parco Nazionale dell'Aspromonte, il Parco Nazionale della Sila e il Parco Nazionale del Pollino, territori che custodiscono alcuni dei percorsi naturalistici più suggestivi del Sud Italia.

Uno dei cammini simbolo dell’escursionismo calabrese è il Sentiero del Brigante, itinerario di lunga percorrenza che collega l’Aspromonte alle Serre attraversando boschi, crinali e antichi percorsi montani. Il sentiero, lungo circa 140 chilometri, è diventato negli anni una delle esperienze più ricercate dagli amanti del trekking e del turismo esperienziale.

Grande interesse anche per i percorsi delle Serre Calabresi, dove natura e spiritualità si intrecciano in sentieri immersi tra faggete, abeti bianchi e antiche aree monastiche. Tra i più conosciuti figura il Sentiero Frassati delle Serre Calabre, meta sempre più frequentata dagli appassionati di cammini naturalistici.


Escursionismo e borghi, un binomio che rilancia le aree interne

L’escursionismo sta diventando anche uno strumento di rilancio per molti piccoli centri dell’entroterra calabrese. Sempre più borghi stanno infatti investendo in sentieristica, ospitalità diffusa, guide ambientali e promozione del turismo outdoor.

Camminare in Calabria significa spesso attraversare territori ancora incontaminati, dove il rapporto con la natura si intreccia con tradizioni locali, cucina identitaria e cultura rurale. È questo uno degli elementi che rende la regione particolarmente attrattiva per il turismo lento e sostenibile.

Le aree interne vedono nell’escursionismo una concreta opportunità economica, soprattutto in periodi di bassa stagione, grazie alla capacità di attrarre visitatori anche in primavera e autunno. Un modello turistico che punta sulla destagionalizzazione e sulla valorizzazione del paesaggio naturale.

Cresce l’attenzione sulla sicurezza e sulla formazione

Parallelamente alla crescita del settore aumenta anche l’attenzione verso la sicurezza in montagna e la formazione degli escursionisti. Guide ambientali, associazioni e realtà del settore stanno promuovendo sempre più corsi e attività dedicate alla preparazione tecnica, alla conoscenza dei sentieri e al rispetto dell’ambiente naturale.

Il boom dell’escursionismo registrato negli ultimi anni ha infatti spinto molte persone ad avvicinarsi alla montagna, rendendo fondamentale una maggiore consapevolezza sui comportamenti corretti da adottare durante le escursioni.

La Calabria, grazie alla sua biodiversità e alla presenza di vaste aree protette, si candida oggi a diventare una delle destinazioni di riferimento per il trekking e il turismo naturalistico nel Mezzogiorno, con un’offerta sempre più ampia capace di unire paesaggio, avventura e identità territoriale.