Confisca definitiva a Bentivoglio: immobile di pregio sottratto al narcotraffico internazionale
La Guardia di Finanza di Catanzaro e Bologna dà esecuzione al decreto del Tribunale calabrese nei confronti di uno storico broker della droga originario del vibonese
Un fabbricato di pregio dal valore stimato di circa 650.000 euro, situato nel comune di Bentivoglio, in provincia di Bologna, è passato in via definitiva al patrimonio dello Stato. L'operazione è stata condotta dai finanzieri dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Catanzaro e Bologna, che hanno dato esecuzione al provvedimento emesso dal Tribunale del capoluogo calabrese. Il bene è stato riconducibile a un noto narcotrafficante internazionale, originario della provincia di Vibo Valentia e da diverso tempo residente nel territorio bolognese.
L'atto ablativo si fonda sulle risultanze degli accertamenti economico-patrimoniali svolti dai tecnici del G.I.C.O. dei Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria delle due città, coordinati dalla Procura della Repubblica di Catanzaro. Le indagini hanno consentito di accertare sia l'effettiva disponibilità del fabbricato in capo al proposto — sebbene formalmente intestato a un terzo compiacente — sia la marcata sproporzione tra l'ingente valore dell'immobile e i modesti redditi dichiarati dal destinatario della misura. Sulla base di questi elementi, il Tribunale ha confermato la pericolosità sociale qualificata dell'uomo ai sensi del Codice Antimafia.
Dallo storico blitz "Decollo" all'operazione "Stammer"
La figura del proposto emerge distintamente nella storia del contrasto al traffico internazionale di stupefacenti. Tra i procedimenti principali figurano la celebre operazione "Decollo", condotta dalla D.D.A. di Catanzaro, che svelò un colossale canale d'importazione via mare dal Sudamerica diretto verso Italia, Spagna e Australia. I carichi di cocaina viaggiavano all'interno di container, mimetizzati con metodi raffinati all'interno di tubi plastici affondati in blocchi di marmo, latte di tonno o pedane di mattonelle di granito grezzo. In una singola occasione, ad aprile del 2002 nel porto di Salerno, gli investigatori intercettarono 541 chilogrammi di cocaina proveniente dalla Colombia e nascosta in blocchi di marmo, vicenda per la quale l'uomo ha riportato una condanna a 12 anni di reclusione.
In seguito, le attività investigative del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria/G.I.C.O. di Catanzaro e del S.C.I.C.O. hanno portato all'operazione "Stammer". In questo ambito è stato documentato il ruolo centrale dell'indagato quale broker di riferimento nei contatti con i cartelli colombiani. Nello specifico, l'uomo è stato condannato alla pena di 11 anni, 1 mese e 10 giorni di reclusione per aver tentato l'importazione dalla Colombia di una consistente partita di droga destinate a giungere nel 2015 presso lo scalo marittimo di Genova o quello aereo di Lamezia Terme.
Un profilo criminale di rilievo e i procedimenti correlati
Il percorso giudiziario del narcotrafficante comprende un'ampia serie di inchieste che attestano il suo costante inserimento nelle dinamiche della criminalità organizzata e del narcotraffico. Oltre ai procedimenti principali, la sua figura compare nelle indagini denominato "Decollo ter", "Due Torri Connection" e "La Pigna d'Oro". Contestualmente ai reati in materia di stupefacenti, le risultanze processuali gli hanno addebitato condotte legate all'estorsione e al trasferimento fraudolento di valori, delineando il quadro complessivo che ha portato alla decisione definitiva del Tribunale di Catanzaro di sottrargli i beni accumulati.