Un confronto pubblico sul rapporto tra potere, informazione, legalità e sviluppo economico, con lo sguardo rivolto alle scelte europee che incidono sul futuro della Calabria e del Mezzogiorno. È il tema dell’incontro in programma a Crotone sabato 18 luglio, alle 19, che vedrà protagonisti l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Pasquale Tridico, il giornalista Michele Santoro e l’ex procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho.

L’evento, moderato dalla giornalista Antonella Grippò, avrà come titolo “Potere, verità ed economia. Chi decide il futuro del Sud nell’Europa di oggi” e si propone di portare davanti ai cittadini una discussione spesso confinata nelle sedi istituzionali e nei tavoli tecnici.

La scelta di Crotone, secondo Tridico, non è casuale. La città rappresenta infatti una sintesi delle difficoltà vissute dalla Calabria: dalla stagione dell’industrializzazione alla progressiva perdita di posti di lavoro, fino alla desertificazione produttiva e alle conseguenze sociali lasciate dalla crisi del sistema industriale.

Per l’europarlamentare, Crotone è «la Calabria vista al microscopio», un territorio nel quale la presenza della grande industria aveva alimentato aspettative di crescita e occupazione, prima di lasciare spazio a una lunga fase di declino. Una trasformazione rispetto alla quale, sostiene Tridico, non sarebbero mai state individuate fino in fondo le responsabilità politiche ed economiche.

Da qui la volontà di interrogarsi su chi assuma realmente le decisioni che determinano il futuro del Mezzogiorno. Santoro porterà nel confronto l’esperienza maturata in decenni di giornalismo e racconto del potere, mentre De Raho contribuirà con il punto di vista di chi ha affrontato nelle procure i rapporti tra criminalità organizzata, istituzioni ed economia.

Un ponte tra la piazza calabrese e Bruxelles

L’incontro nasce con l’obiettivo dichiarato di creare un collegamento diretto tra la Calabria e Bruxelles. Secondo Tridico, molte delle decisioni che condizionano la vita delle comunità meridionali vengono definite a livello europeo, passando prima dalle capitali degli Stati membri e dal Consiglio europeo.

Sono scelte che riguardano il bilancio dell’Unione, le politiche di coesione, gli investimenti, le infrastrutture e gli strumenti destinati allo sviluppo delle aree più fragili. Materie apparentemente tecniche che, nella realtà, si trasformano in servizi, opportunità di lavoro, sostegno alle imprese e diritti per i cittadini.

Tra i dossier seguiti dall’europarlamentare figura quello sull’euro digitale, del quale Tridico è relatore, ma anche il confronto sul prossimo bilancio europeo per il periodo 2028-2034. Una partita considerata decisiva per la Calabria, soprattutto davanti al rischio di una riduzione delle risorse destinate alla coesione territoriale.

La preoccupazione riguarda in particolare le aree interne, i piccoli centri e i territori che già oggi soffrono lo spopolamento, la riduzione dei servizi pubblici, la debolezza del tessuto produttivo e le difficoltà di accesso alle opportunità economiche. Per Tridico, anche questioni come l’euro digitale possono incidere concretamente sulla vita dei pensionati, dei piccoli commercianti e di chi vive lontano dai grandi centri urbani.

Nel suo intervento l’eurodeputato intende inoltre richiamare l’attenzione sul divario che separa la Calabria dalle regioni più sviluppate d’Europa. Una condizione che, nella sua analisi, non sarebbe frutto di una fatalità, ma il risultato di precise decisioni politiche, economiche e istituzionali. Proprio perché determinato da scelte, sostiene Tridico, il divario può essere contrastato attraverso un diverso utilizzo delle risorse e una maggiore capacità di rappresentare gli interessi del territorio nelle sedi europee.

Sviluppo e legalità come un’unica battaglia

Il terzo asse della serata sarà dedicato al rapporto tra economia e legalità. Secondo Tridico, lo sviluppo non può essere affrontato separatamente dalla lotta alla criminalità organizzata, perché nei territori in cui mancano lavoro, investimenti e servizi pubblici cresce lo spazio disponibile per l’economia illegale.

La presenza di Federico Cafiero De Raho consentirà di approfondire proprio questo legame. L’ex procuratore nazionale antimafia ha più volte richiamato l’attenzione sulla capacità delle organizzazioni criminali di inserirsi nei settori economici, condizionare il mercato e intercettare risorse pubbliche.

Per l’europarlamentare, l’antimafia deve quindi entrare pienamente nelle politiche economiche e non essere considerata un tema separato. Difendere la trasparenza nell’utilizzo dei fondi, sostenere le imprese sane e impedire l’infiltrazione criminale significa proteggere le possibilità di crescita delle comunità locali.

Da Crotone partirà anche la richiesta di mantenere i fondi europei di coesione legati ai territori che presentano i maggiori ritardi di sviluppo. L’Italia, secondo Tridico, dovrà difendere questa impostazione nel negoziato sul prossimo bilancio dell’Unione, evitando che le risorse vengano ridotte o distribuite senza tenere conto delle differenze esistenti tra le regioni.

L’appuntamento del 18 luglio sarà dunque un’occasione per riportare il dibattito sulle politiche europee, sulla legalità e sul futuro del Sud davanti ai cittadini. Un confronto che parte dalle ferite industriali e sociali di Crotone per arrivare alle stanze di Bruxelles, dove si decidono una parte significativa delle risorse e delle strategie destinate a segnare i prossimi anni.