“Morgana”, la danza incontra la Calabria: a Filadelfia la residenza di Corpo Mediterraneo
Dal 5 al 15 ottobre l’Anfiteatro Comunale ospita il progetto coreografico di Paolo Mangiola, selezionato dal bando C.Re.A. Calabria. Al centro della ricerca il corpo, il paesaggio, la “restanza” e il fenomeno della Fata Morgana. Workshop gratuito per

Mettere in discussione le gerarchie tradizionali del balletto classico e trasformare il movimento in un’esperienza fondata su ascolto, autonomia e relazione tra i corpi. È da questa idea che nasce “Morgana”, il progetto di Corpo Mediterraneo che dal 5 al 15 ottobre sarà in residenza all’Anfiteatro Comunale di Filadelfia, nel Vibonese. La coreografia porta la firma di Paolo Mangiola e il progetto è stato selezionato nell’ambito del bando C.Re.A. – Centro di Residenza Artistica in Calabria, promosso da Dracma e Compagnia Teatro del Carro. Per la sezione Danza, la selezione è stata curata da Virgilio Sieni, direttore artistico del Centro Nazionale di Produzione della Danza CANGO di Firenze.
La Fata Morgana diventa materia coreografica
La ricerca prende le mosse dal fenomeno della Fata Morgana, il miraggio ottico che altera e ribalta la percezione del paesaggio, trasformandolo in una metafora del movimento e delle relazioni tra i corpi. Il lavoro coreografico intende osservare la tecnica del balletto classico fuori dalla sua tradizionale struttura gerarchica e rappresentativa. La danza viene così ripensata come un sistema nel quale il gesto nasce dalla propagazione delle informazioni, dall’adattamento e dalla negoziazione tra gli interpreti, senza un unico centro di controllo. Durante le due settimane di residenza, questa sperimentazione entrerà in relazione con il paesaggio e con la storia sociale della Calabria, approfondendo in particolare i concetti di presenza e restanza e assumendo la matrice del matriarcato calabrese come una delle chiavi della ricerca artistica.
Vito Teti e il legame tra corpi, comunità e luoghi
A sostenere il percorso di Paolo Mangiola e degli interpreti sarà anche la consulenza scientifica dell’antropologo calabrese Vito Teti. I suoi studi sul rapporto tra comunità, luoghi, abbandono e restanza offriranno una base teorica per tradurre elementi della storia e dell’identità del territorio in azione fisica contemporanea. Il lavoro punta così a trasformare l’autonomia delle danzatrici e dei danzatori in una forma di resistenza culturale, mettendo in relazione il corpo con le strutture sociali, la memoria e il paesaggio. La ricerca passerà attraverso pratiche di trasmissione del gesto, esercizi sulla prossimità e sull’indipendenza decisionale, oltre alla traduzione corporea dei principi fisici legati alla Fata Morgana: inversione termica, rifrazione della luce e deformazione della percezione.

Corpo Mediterraneo e il percorso di Paolo Mangiola
Corpo Mediterraneo è un’associazione dedicata alla produzione artistica contemporanea, con particolare attenzione alla danza e ai linguaggi interdisciplinari. “Morgana” rappresenta una delle prime iniziative strutturate dopo la sua costituzione, con l’obiettivo di consolidare una presenza nel territorio metropolitano di Reggio Calabria. Alla guida dell’associazione c’è Paolo Mangiola, coreografo con oltre vent’anni di esperienza internazionale tra balletto classico e danza contemporanea. Nel corso della sua carriera ha collaborato con realtà e compagnie europee, mentre sue coreografie sono state commissionate, tra gli altri, da The Royal Ballet, Balletto di Roma, Tanztheater Nürnberg, Opera Szczecin, Aterballetto, Ballet d’Jèrri, Rijeka Ballet e ŻfinMalta. La sua esperienza comprende anche il lavoro come danzatore con Wayne McGregor|Random Dance.
Il 9 ottobre workshop gratuito con i giovani danzatori
La residenza non resterà confinata al lavoro della compagnia. Venerdì 9 ottobre, all’Anfiteatro Comunale di Filadelfia, Paolo Mangiola e il cast internazionale terranno infatti un workshop gratuito rivolto ai giovani delle scuole di danza del territorio. L’obiettivo è far entrare i partecipanti direttamente nel processo creativo di “Morgana”, trasformandoli da spettatori in parte attiva della ricerca. L’iniziativa rientra nella filosofia delle residenze C.Re.A., che punta a mettere in relazione gli artisti ospiti con le comunità locali e a creare occasioni di formazione e contaminazione culturale. Il programma ufficiale prevede inoltre, dal 7 al 9 ottobre, un tutoraggio curato da Maria Luisa Buzzi.
Il 14 ottobre la restituzione al pubblico
Il percorso sarà condiviso con il pubblico mercoledì 14 ottobre, quando l’Anfiteatro Comunale ospiterà la restituzione finale della residenza. Non si tratterà semplicemente della presentazione di uno spettacolo compiuto, ma della possibilità di osservare l’evoluzione dell’opera, le sperimentazioni e i materiali nati durante i giorni di permanenza a Filadelfia. Il 15 ottobre la compagnia proseguirà ancora il lavoro in teatro, chiudendo ufficialmente il periodo di residenza. Con “Morgana”, dunque, la danza contemporanea diventa anche uno strumento per interrogare la Calabria: i suoi paesaggi, le sue comunità, le forme della permanenza e il rapporto tra memoria e trasformazione.