Casabona, l’azienda di Vincenzo Tallarico devastata dall’ennesima esondazione
Fango e detriti sommergono il lavoro di anni. L’imprenditore denuncia i mancati risarcimenti dopo gli eventi che si ripetono dal 2013 e chiede interventi urgenti per la messa in sicurezza del territorio.

Fango, sedimenti e detriti hanno nuovamente invaso l’azienda di Vincenzo Tallarico a Casabona, compromettendo il lavoro e gli investimenti di anni. Dopo l’ennesima esondazione, l’imprenditore torna a chiedere interventi concreti per la messa in sicurezza del territorio e il riconoscimento dei danni subiti. Una vicenda che, secondo quanto denunciato, non rappresenta un episodio isolato, ma l’ennesima emergenza che si ripete nel tempo, con pesanti conseguenze sull’attività produttiva.

Un’emergenza che si ripete dal 2013
Secondo la ricostruzione fornita da Tallarico, l’azienda avrebbe subito gravi danni già nel 2013, poi nel 2018, nel 2021, a marzo 2026 e nuovamente con l’ultimo episodio. Nel corso degli anni sarebbero state presentate denunce, segnalazioni e richieste formali di risarcimento, senza ottenere alcun indennizzo. Tra le motivazioni ricevute, riferisce l’imprenditore, ci sarebbe stata anche la mancanza di risorse disponibili in bilancio. Al centro della denuncia c’è soprattutto la mancata manutenzione dei corsi d’acqua, degli alvei e delle sponde, una situazione che, secondo Tallarico, avrebbe contribuito a rendere il territorio vulnerabile e a esporre l’azienda al ripetersi di eventi distruttivi.
L’appello agli enti: «Servono interventi e risarcimenti reali»
La richiesta di Vincenzo Tallarico è rivolta alla Regione Calabria, al Consorzio di Bonifica e al Comune di Casabona, affinché intervengano con urgenza per la messa in sicurezza dell’area e attivino le procedure necessarie al risarcimento dei danni. L’obiettivo è evitare che nuove esondazioni mettano ulteriormente a rischio chi lavora e investe nel territorio. La denuncia riporta così al centro il tema della prevenzione del dissesto idrogeologico, della manutenzione dei corsi d’acqua e della tutela delle attività produttive del Crotonese. Dopo anni di segnalazioni e richieste, l’imprenditore chiede risposte concrete e interventi capaci di impedire che la stessa storia si ripeta ancora.