Luca Carbone
Luca Carbone

Si è concluso davanti al gip del Tribunale di Cosenza l’incidente probatorio disposto nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Luca Carbone, il 48enne ucciso il 13 gennaio scorso davanti al portone della palazzina in cui viveva nella zona dell’ultimo lotto di via Popilia. Al centro dell’udienza vi è stata la perizia psichiatrica su Franco De Grandis, reo confesso del delitto e accusato dalla Procura di Cosenza di omicidio volontario senza aggravanti.

L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Veronica Rizzaro, è ancora in corso e punta a chiarire definitivamente dinamica e movente dell’omicidio che aveva profondamente colpito la città.

Il confronto tra gli psichiatri sulla capacità di intendere e volere

Durante il contraddittorio tecnico si sono confrontati il perito nominato dal giudice, lo psichiatra Antonio Ruffolo, e il consulente della difesa Paolo De Pasquali. Secondo quanto emerso, Ruffolo avrebbe ritenuto De Grandis pienamente capace di affrontare il processo, pur evidenziando una capacità di intendere e di volere “scemata” al momento dei fatti, configurando quindi una semi-infermità mentale.

La valutazione psichiatrica rappresenta uno degli aspetti centrali dell’intera vicenda giudiziaria e potrebbe incidere in maniera significativa sul futuro processuale dell’imputato.

Le indagini e il precedente della perizia disposta dal gip

La richiesta di una perizia psichiatrica era stata avanzata già durante l’udienza di convalida del fermo dall’avvocato difensore Amabile Cuscino, che aveva depositato documentazione sanitaria relativa alle condizioni dell’indagato. Il gip Letizia Benigno aveva quindi disposto l’accertamento tecnico, mantenendo però la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di De Grandis.

Secondo la ricostruzione investigativa, De Grandis avrebbe sparato contro Luca Carbone nei pressi dell’abitazione della vittima a via Popilia. Dopo il delitto, l’uomo aveva ammesso le proprie responsabilità davanti agli investigatori, sostenendo però di non aver avuto intenzione di uccidere