Rider calabrese morto a Piacenza, Incarnato: «Dolore e rabbia, il governo intervenga sul lavoro nero»
Il presidente nazionale di Avanti Psi denuncia le condizioni di sfruttamento che coinvolgerebbero rider e altre categorie professionali: «Anche su questo il governo ha fallito»

«Esprimiamo tutto il nostro dolore per la morte del giovane uomo di origine calabrese morto a Piacenza». Con queste parole Luigi Incarnato, presidente nazionale di Avanti Psi, interviene sulla vicenda del rider deceduto nella città emiliana, richiamando l’attenzione sulle condizioni di lavoro di chi opera nel settore delle consegne.
Secondo Incarnato, il giovane sarebbe stato «un rider sottopagato», circostanza che riapre il tema della precarietà e delle tutele nel mondo del lavoro.
L’affondo contro il governo Meloni
Il presidente nazionale di Avanti Psi punta il dito contro l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, chiedendo quali misure siano state realmente messe in campo per contrastare il lavoro nero.
«Ci chiediamo cosa faccia il governo Meloni per contrastare il lavoro nero. Che coinvolge tante categorie professionali», afferma Incarnato, legando il caso del rider a una questione più ampia che, a suo giudizio, riguarda numerosi settori.
«Sfruttati anche altri lavoratori»
Nel suo intervento Incarnato allarga il ragionamento oltre il mondo dei rider.
«I rider sono sfruttati. Insieme a loro sono sfruttati altri lavoratori come i giornalisti, i contabili e chiunque viene pagato diversamente», sostiene il presidente di Avanti Psi.
Una denuncia politica che mette al centro il tema delle retribuzioni, della regolarità dei rapporti di lavoro e delle differenze di trattamento tra categorie professionali.
«Anche su questo il governo ha fallito»
La conclusione di Incarnato è netta e fortemente critica nei confronti dell’esecutivo.
«Anche su questo il governo ha fallito», afferma, chiedendo di fatto maggiore attenzione verso le forme di lavoro precario e sottopagato.
Le dichiarazioni si inseriscono nel dibattito più ampio sulla qualità dell’occupazione e sulla necessità di rafforzare controlli e tutele per i lavoratori più esposti, soprattutto nei settori caratterizzati da forte precarietà e da rapporti contrattuali fragili.