La viabilità a Rende non è più uno dei tanti temi al centro del dibattito cittadino. È diventata il tema, quello sul quale si concentrano sempre più attenzione, segnalazioni e confronto politico. L’amministrazione Principe ha scelto di rimettere mano in maniera profonda all’organizzazione della circolazione cittadina, modificando sensi di marcia, assetti e soluzioni che per anni avevano caratterizzato alcune delle principali arterie del territorio. Una scelta ambiziosa, che proprio per la sua portata sta però producendo anche una fase di assestamento non priva di criticità.

Da Roges a Quattromiglia, il traffico entra nel dibattito politico

Le segnalazioni dei cittadini si sono concentrate in particolare su alcune zone. A Roges sono state evidenziate difficoltà legate al nuovo assetto, mentre nelle ultime settimane è diventata sempre più accesa la discussione sulla situazione di Quattromiglia.

Al centro del confronto c’è anche la nuova rotatoria e, più in generale, l’organizzazione dei sensi di marcia, con problemi di scorrimento che sembrano emergere soprattutto negli orari di maggiore afflusso, come quelli legati all’uscita degli istituti scolastici.

È proprio su questo terreno che il confronto politico ha trovato nuovo vigore.

Ghionna: «Non solo le scelte, ma anche il modo in cui vengono prese»

A intervenire nei giorni scorsi è stato il capogruppo consiliare di Futuro, Marco Ghionna, che ha posto l’accento non soltanto sulla validità delle soluzioni adottate, ma soprattutto sul metodo con cui queste decisioni vengono assunte.

La sua critica investe un modello amministrativo che, secondo Ghionna, rischierebbe di essere troppo autoreferenziale, con scelte considerate definitive prima ancora di un confronto sufficientemente ampio con il territorio e con la stessa maggioranza.

Un rilievo che, inevitabilmente, chiama in causa il sindaco Sandro Principe e il rapporto tra il primo cittadino, la sua amministrazione e le forze che ne sostengono l’azione politica.

Il tema della partecipazione

Ed è probabilmente questo il punto politico più interessante della vicenda. Perché dietro una rotatoria, un senso unico o una modifica alla circolazione si nasconde una questione più ampia: quanto una trasformazione così significativa della città debba essere accompagnata dal confronto con cittadini, consiglieri e forze politiche che compongono la maggioranza.

Ghionna aveva già annunciato nei mesi scorsi l’intenzione del suo gruppo di esercitare un controllo ancora maggiore sulle scelte dell’amministrazione, chiedendo di superare quella che definiva una comunicazione troppo concentrata su slogan e pubblicità sui social per lasciare spazio a risultati verificabili e fatti concreti.

La discussione sulla viabilità diventa così il banco di prova di un rapporto politico più complesso. Da una parte c’è la necessità di intervenire su un sistema che da tempo presenta criticità e che difficilmente può essere migliorato senza modificare equilibri consolidati. Dall’altra c’è la richiesta di accompagnare il cambiamento con ascolto, verifica e partecipazione.

Ed è proprio qui che il dibattito di Rende sembra destinato a spostarsi: non soltanto sulle strade che cambiano, ma sul modo in cui una città decide di cambiare.