La spiaggia di Steccato di Cutro
La spiaggia di Steccato di Cutro

La decisione dell’Istituto Polo Tecnico Professionale “A.M. Barlacchi – A. Lucifero” di Crotone di non consentire lo svolgimento di un’iniziativa di ricordo e commemorazione dei migranti morti nel naufragio di Cutro del 26 febbraio 2023 è stata duramente criticata dalle segreterie di Cgil e Flc Cgil Calabria, che in una nota parlano di un fatto grave e difficile da comprendere.

L’iniziativa, spiegano le organizzazioni sindacali, era stata proposta con l’obiettivo di offrire alla comunità scolastica un momento di riflessione civile e umana su una delle tragedie più dolorose che hanno segnato il territorio e l’intero Paese, nella quale hanno perso la vita 94 persone, tra cui numerosi minori.

Le perplessità sulla motivazione del diniego

Secondo quanto riferito nella nota, la motivazione indicata dall’Istituto, legata alla presunta mancanza di contraddittorio, solleva interrogativi che, per i promotori dell’iniziativa, restano senza risposta.

Cgil e Flc sottolineano come, di fronte a una tragedia umana di tale portata, il tema del contraddittorio appaia difficile da interpretare, trattandosi di un momento che avrebbe avuto carattere esclusivamente commemorativo e di riflessione sui valori della solidarietà e del rispetto della vita.

Il ruolo della scuola nella memoria e nella formazione civile

Nel documento diffuso, le organizzazioni sindacali richiamano il ruolo costituzionale della scuola come luogo di formazione critica, educazione civica e costruzione della memoria collettiva. Negare uno spazio di confronto su un evento che ha segnato profondamente la comunità crotonese e la coscienza democratica del Paese, affermano, significherebbe privare gli studenti di un’importante occasione di approfondimento e consapevolezza.

Ricordare, sottolineano ancora Cgil e Flc Calabria, non rappresenta un atto di parte né una forma di propaganda, ma un dovere morale e civile legato al rispetto delle vittime e alla responsabilità della memoria.

L’appello a riconsiderare la decisione

Le segreterie regionali auspicano che l’Istituto possa rivedere la propria posizione, restituendo alla scuola il ruolo di spazio aperto al dialogo, alla coscienza critica e alla memoria condivisa.

Secondo i sindacati, la tragedia di Cutro appartiene ormai alla storia recente del territorio e trattarla come materia divisiva rischia di indebolire il senso più profondo della funzione educativa. La memoria, concludono, non ha bisogno di contraddittorio, ma di rispetto.