Si è conclusa con l’arresto dei presunti responsabili l’articolata indagine avviata dopo un furto commesso nell’agosto del 2025 nell’abitazione di un anziano di Gioia Tauro. Le persone coinvolte sono quattro cittadini rumeni: tre ventiduenni, due donne e un uomo, e un ventiquattrenne. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le due giovani avrebbero avvicinato la vittima e attirato la sua attenzione con un pretesto, permettendo agli altri componenti del gruppo di entrare nell’abitazione. I locali sarebbero stati messi a soqquadro e sarebbero stati sottratti gioielli, oggetti di valore, documenti, carte Bancomat e un’arma da fuoco regolarmente detenuta, insieme alle relative munizioni. Al termine del colpo, i quattro si sarebbero allontanati a bordo di un’automobile con targa straniera.

Prelievi con il Bancomat e tracce lasciate durante la fuga

Le indagini condotte dagli agenti del Commissariato di Polizia di Gioia Tauro hanno consentito di ricostruire gli spostamenti compiuti dal gruppo dopo il furto. A poche ore dall’accaduto, i sospettati avrebbero utilizzato la carta Bancomat sottratta all’anziano per effettuare diversi prelievi agli sportelli automatici della provincia di Vibo Valentia. Successivamente avrebbero lasciato l’Italia, rendendosi irreperibili. Un contributo decisivo è arrivato dalla Polizia Scientifica, che attraverso i rilievi delle impronte digitali eseguiti all’interno dell’abitazione è riuscita a risalire all’identità dei quattro. Due di loro sarebbero stati inoltre riconosciuti dalla persona offesa. Ulteriori elementi sono emersi dall’esame delle immagini delle telecamere di sorveglianza e dei sistemi di lettura delle targhe presenti lungo il percorso seguito durante la fuga.

La cooperazione internazionale e le procedure di estradizione

Sulla base degli elementi raccolti, l’autorità giudiziaria ha disposto quattro ordinanze di custodia cautelare, inizialmente non eseguibili perché gli indagati si trovavano all’estero. La collaborazione tra le autorità italiane, Europol e Interpol ha permesso di localizzare e arrestare i quattro sospettati. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi ha quindi emesso altrettanti Mandati di arresto europei. Tre degli indagati sono già stati estradati e trasferiti in Italia, dove sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il quarto si trova ancora detenuto in Belgio, in attesa del completamento delle procedure per l’estradizione. Il successivo iter processuale dovrà accertare le eventuali responsabilità individuali.