Gianluca Gallo
Gianluca Gallo

La Regione Calabria ha portato la propria identità agroalimentare nel cuore della risicoltura italiana partecipando a Risò – Festival Internazionale del Riso, svoltosi a Vercelli dall’11 al 13 settembre. La seconda edizione della manifestazione si è confermata una vetrina di rilievo nazionale e internazionale, riunendo territori, filiere produttive, mondo della ricerca, istituzioni e operatori del settore. Per la Calabria è stata un’importante occasione per promuovere le proprie eccellenze e presentare una realtà produttiva ancora poco conosciuta ma fortemente caratterizzata: la risicoltura della Piana di Sibari. Un modello agricolo che amplia la tradizionale geografia del riso italiano, storicamente concentrata tra Piemonte e Lombardia, proponendo una produzione mediterranea capace di distinguersi per qualità, sostenibilità e legame con il territorio. «Il riso della Piana di Sibari affonda le sue radici in una storia millenaria che richiama direttamente l’antica Sybaris, uno dei centri più prosperi della Magna Grecia – ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo –. Oggi quella eredità si traduce in una produzione contemporanea che mantiene un forte legame identitario con il territorio».

Qualità, ricerca e innovazione per una filiera sempre più competitiva

La partecipazione calabrese ha suscitato l’interesse di operatori e buyer internazionali, contribuendo a rafforzare il posizionamento della Piana di Sibari nel panorama risicolo nazionale. A rappresentare il tessuto produttivo locale sono state Masseria Fornara e Magisa, realtà che testimoniano la capacità del territorio di coniugare innovazione, competenze imprenditoriali e valorizzazione delle risorse naturali. Centrale anche il confronto tra imprese e mondo della ricerca, con gli interventi di Domenicantonio Galatà, biologo nutrizionista e presidente Ainc, Filip Haxhari, responsabile del Dipartimento Ricerca del Centro Ricerche dell’Ente Nazionale Risi, Maria Praino di Magisa e Matteo Perciaccante di Masseria Fornara. Dal confronto è emersa una visione condivisa: puntare su una risicoltura di nicchia, orientata alla qualità e alla distintività, capace di rispondere alle nuove esigenze dei consumatori e alle sfide della sostenibilità ambientale. «La nostra sfida – ha sottolineato Gallo – è trasformare questa unicità in valore competitivo, rafforzando una filiera corta, tracciabile e sempre più riconoscibile sui mercati».

La Piana di Sibari punta ai nuovi mercati

La partecipazione a Risò 2026 ha permesso alla Calabria di inserire la propria esperienza nel più ampio racconto della risicoltura italiana, proponendo una prospettiva mediterranea in cui tradizione e innovazione si incontrano. La Piana di Sibari si conferma così un laboratorio agricolo dinamico, caratterizzato da condizioni pedoclimatiche favorevoli, competenze tecniche e produzioni dalle caratteristiche organolettiche riconoscibili. La valorizzazione della filiera passa ora dalla capacità di rafforzare tracciabilità, qualità certificata e promozione del territorio, trasformando le peculiarità locali in elementi di competitività. La presenza al festival di Vercelli rappresenta quindi non soltanto un’importante occasione promozionale, ma anche un momento strategico per consolidare relazioni e aprire nuove prospettive commerciali. Una filiera ancora contenuta nelle dimensioni, ma con un significativo potenziale in termini di qualità, identità e capacità di conquistare nuovi mercati.