Cosenza, sei mesi dopo il ciclone Mancini attacca: «Ferite ancora aperte, servono interventi e trasparenza»
Il dirigente del Pd Calabria torna nelle zone colpite dall’alluvione del 12 e 13 febbraio: dalla voragine davanti alla scuola dello Spirito Santo al muro crollato in viale della Repubblica. Chiesti interventi definitivi, manutenzione di Crati e Busen
A sei mesi dal ciclone e dall’alluvione che il 12 e 13 febbraio hanno colpito Cosenza, Giacomo Mancini, componente della direzione del Pd Calabria, torna a puntare l’attenzione sulle criticità che, a suo giudizio, restano ancora irrisolte.
Al termine di un sopralluogo nelle aree maggiormente interessate dagli eventi meteorologici, Mancini parla di «ferite ancora aperte» e contesta i tempi dell’amministrazione comunale.
«Sei mesi sono un tempo sufficiente per passare dall’emergenza agli interventi. A Cosenza, purtroppo, in troppi casi questo non è avvenuto», afferma.
Tra le situazioni richiamate c’è quella davanti alla scuola dello Spirito Santo, dove resta la voragine provocata dall’alluvione e la strada continua a essere chiusa. Una situazione che, secondo Mancini, assume particolare rilevanza in vista della prossima riapertura delle scuole.
Il dirigente dem ricorda che il 16 luglio la Giunta comunale ha approvato il Documento di Indirizzo alla Progettazione per la manutenzione straordinaria e il ripristino della viabilità, ma sottolinea come si tratti ancora di un atto preliminare e propedeutico al reperimento delle risorse.
«Cinque mesi per arrivare a questo punto sono davvero troppi. Dopo cinque giorni si poteva già cominciare a programmare, cercare i finanziamenti e costruire il percorso per intervenire».
Dal muro di viale della Repubblica a Macchia della Tavola
Mancini richiama anche la situazione di viale della Repubblica, dove il muro crollato durante l’emergenza sarebbe ancora nelle stesse condizioni e le automobili travolte sarebbero tuttora sotto i detriti.
Diverso il caso di via Vincenzo Julia, dove gli appartamenti danneggiati sono stati ripristinati e sono stati eseguiti interventi di consolidamento. «A intervenire sono stati i proprietari, con le proprie risorse. I cittadini hanno fatto la loro parte. Il Palazzo è rimasto a guardare», sostiene Mancini.
In contrada Macchia della Tavola, invece, è stata aperta una strada di cantiere che consente alle famiglie rimaste isolate durante l’alluvione di raggiungere nuovamente le proprie abitazioni.
Per Mancini, però, la soluzione non può essere considerata definitiva: «Quelle famiglie hanno diritto a una viabilità stabile e sicura e servono interventi definitivi di protezione dell’alveo e dell’argine».
Il dirigente del Pd chiede inoltre maggiore trasparenza su opere, risorse disponibili, soggetti finanziatori e tempi previsti per gli interventi.
«Crati e Busento devono diventare una priorità»
Accanto alla riparazione dei danni, Mancini pone soprattutto il tema della prevenzione, chiedendo interventi costanti sugli alvei del Crati e del Busento.
«Negli alvei sono ancora visibili detriti e vegetazione. Occorre una manutenzione costante, rimuovere ciò che ostacola il regolare deflusso delle acque e verificare e mettere in sicurezza gli argini. Non possiamo ricordarci dei nostri fiumi quando arriva l’emergenza».
Un ulteriore passaggio riguarda il conto corrente attivato dal Comune dopo l’alluvione per raccogliere le donazioni dei cittadini. Mancini chiede che vengano resi pubblici l’ammontare delle somme raccolte, il loro utilizzo e gli interventi finanziati.
«Chi ha donato ha diritto a una rendicontazione chiara, dettagliata e pubblica».
«Un’emergenza non finisce quando smette di piovere – conclude Mancini –. Finisce quando la città torna sicura. Sei mesi dopo, a Cosenza troppe ferite sono ancora aperte. Così non va. Cosenza merita di meglio».