Il progetto trasforma il centro storico in una residenza artistica diffusa, coinvolgendo cittadini, studenti e artisti nella riscoperta delle storie che hanno costruito l’identità della comunità.

Un museo diffuso che nasce dalle storie della comunità

Prende il via a Rende “Return – Museo delle storie perdute”, un progetto di rigenerazione culturale, sociale e narrativa promosso dal Collettivo Artistico ConimieiOcchi. L’iniziativa si propone di recuperare e valorizzare il patrimonio umano, orale ed emotivo del centro storico attraverso laboratori di scrittura, interviste, attività partecipative ed esplorazioni urbane. L’obiettivo è raccogliere frammenti di memoria collettiva e trasformarli in nuove forme artistiche capaci di restituire valore ai luoghi e alle persone che li abitano, facendo del borgo una vera e propria residenza artistica a cielo aperto.

Arte, memoria e partecipazione per contrastare lo spopolamento

Alla base del progetto vi è la volontà di affrontare il progressivo svuotamento dei centri storici, non solo dal punto di vista demografico ma anche culturale e identitario. Return punta a costruire un percorso condiviso che coinvolga cittadini, studenti universitari, operatori culturali e partner istituzionali, creando un dialogo costante tra il centro storico di Rende, il tessuto urbano contemporaneo e l’Università della Calabria. La residenza offrirà agli artisti spazi e strumenti per sviluppare nuove opere e ricerche, lontano dalle logiche produttive tradizionali, alimentando una riflessione sulle trasformazioni sociali e territoriali che interessano la Calabria.

Un calendario di eventi per raccontare il territorio attraverso nuovi linguaggi

Il progetto è già entrato nel vivo con le prime attività di ricerca e ascolto delle storie del territorio. Tra gli appuntamenti in programma figurano “Pasta nelle città”, percorso che mette in relazione fotografia, architettura e tradizioni locali, e “M'a mpari? T'a mparo!”, iniziativa che trasforma la cucina in uno spazio di memoria e narrazione collettiva. A luglio spazio anche ai laboratori di scrittura performativa e ai percorsi dedicati agli studenti universitari. Il lavoro confluirà in installazioni sonore, opere grafiche, performance partecipative, contenuti audiovisivi e percorsi narrativi digitali. La conclusione è prevista il 9 luglio con una mostra fotografica dedicata al tema del “Non finito calabrese”, simbolo di quelle storie sospese che attendono di essere reinterpretate e restituite alla comunità.