Nastro polizia locale

Il Comune di Cosenza ha approvato una determinazione dirigenziale per l’acquisto di nastro segnaletico bianco-rosso destinato ai servizi della Polizia Locale. Il provvedimento, pubblicato il 4 maggio 2026, prevede l’affidamento diretto della fornitura a una società esterna, secondo quanto stabilito dal codice degli appalti per importi inferiori alle soglie comunitarie. 

L’obiettivo dichiarato è quello di garantire il materiale necessario alle attività operative degli agenti, in particolare per delimitazioni, sicurezza stradale e gestione delle emergenze sul territorio.

Un importo che fa discutere

A far emergere perplessità è però l’importo complessivo dell’operazione. La fornitura è stata affidata per una cifra di 4.500 euro, che sale a 5.490 euro IVA inclusa. 

Una somma che, pur rientrando nei limiti previsti per l’affidamento diretto, potrebbe apparire elevata se rapportata alla tipologia del materiale acquistato. Il nastro segnaletico, infatti, è un prodotto generalmente considerato a basso costo unitario, il che apre inevitabilmente interrogativi sulla quantità fornita, sulla qualità del prodotto e sulle condizioni economiche applicate.

Affidamento diretto e discrezionalità amministrativa

L’atto si inserisce nel quadro normativo previsto dal Decreto Legislativo 36/2023, che consente alle amministrazioni di procedere con affidamenti diretti per forniture di importo contenuto, senza obbligo di gara. Una procedura che punta a velocizzare i tempi ma che, allo stesso tempo, lascia ampi margini di discrezionalità nella scelta del fornitore.

Nel caso specifico, il Comune ha ritenuto congrua l’offerta ricevuta, procedendo all’affidamento senza consultare più operatori economici, come consentito dalla normativa vigente.

Trasparenza e percezione della spesa pubblica

Se dal punto di vista tecnico-amministrativo l’operazione appare regolare, sul piano della percezione pubblica il tema resta aperto. In un contesto in cui si richiede sempre maggiore attenzione alla gestione delle risorse pubbliche, anche spese relativamente contenute possono diventare oggetto di dibattito, soprattutto quando riguardano beni di uso comune.

La questione non riguarda solo la legittimità dell’atto, ma anche l’opportunità e la proporzionalità della spesa. Il caso del nastro segnaletico potrebbe così riaccendere il confronto più ampio sull’efficienza della macchina amministrativa e sull’uso delle risorse, tema sempre sensibile per cittadini e contribuenti.

Un tema che va oltre il singolo acquisto

La vicenda evidenzia ancora una volta quanto sia importante coniugare rapidità amministrativa e trasparenza. Anche per forniture di modesto valore, la chiarezza sulle scelte e sui costi rappresenta un elemento fondamentale per rafforzare il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini.

Il dibattito resta aperto: 4.500 euro per del nastro segnaletico sono una cifra adeguata o eccessiva? La risposta, al di là degli aspetti tecnici, passa anche dalla capacità delle amministrazioni di comunicare e giustificare in modo chiaro ogni spesa sostenuta.