redditi

Crescono i redditi dichiarati in Italia nel 2025, con un totale che supera i 1.076 miliardi di euro, in aumento del 4,7% rispetto all’anno precedente. Il reddito medio si attesta a 25.820 euro, segnando un incremento del 4%.

I dati evidenziano una struttura reddituale ancora fortemente legata al lavoro dipendente e alle pensioni, che rappresentano complessivamente l’84,6% del totale dichiarato. Il lavoro dipendente incide per oltre la metà, con un reddito medio di 24.250 euro, mentre i pensionati si fermano a 22.390 euro.

Calabria ultima per reddito medio

Sul piano territoriale emerge con chiarezza il divario tra Nord e Sud. La Calabria si colloca all’ultimo posto con un reddito medio di 19.020 euro, ben al di sotto della media nazionale e distante dai livelli delle regioni più ricche.

Al vertice si conferma la Lombardia con oltre 30.200 euro medi, seguita dal Trentino-Alto Adige. Un gap che evidenzia ancora una volta le difficoltà strutturali del Mezzogiorno e, in particolare, del contesto economico calabrese.

Autonomi in testa ma con segnali di flessione

Il reddito medio più elevato resta quello da lavoro autonomo, pari a 67.510 euro, anche se si registrano segnali di flessione. Seguono gli imprenditori individuali con 28.550 euro medi, mentre il reddito da partecipazione in società si attesta a 23.080 euro.

Va considerato che i redditi da lavoro autonomo sono indicati al lordo dei contributi previdenziali, elemento che incide sulla loro apparente maggiore consistenza. Inoltre, i dati non includono circa 2 milioni di contribuenti in regime forfetario, in crescita rispetto all’anno precedente.

Crescono contribuenti a imposta zero e forfetari

Un altro elemento rilevante riguarda l’aumento dei contribuenti con imposta zero e di quelli in regime forfetario, segnale di una platea sempre più ampia di redditi bassi o fiscalmente agevolati.

Per la Calabria, questi dati assumono un significato ancora più evidente: il basso reddito medio regionale si accompagna a una maggiore fragilità economica diffusa, che continua a rappresentare uno dei principali ostacoli allo sviluppo e alla riduzione del divario con le altre aree del Paese.