Cardiochirurgia all’Annunziata di Cosenza, reparto operativo: già eseguiti i primi tre interventi
La struttura, attesa da circa vent’anni, dispone di 16 posti letto e tre moderne sale operatorie. Alla guida Luca Paolo Weltert. UniCal, Azienda ospedaliera e Regione puntano anche alla nascita di una Scuola di specializzazione per formare in Calabri
Un reparto atteso per circa vent’anni diventa finalmente realtà all’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza. È stata inaugurata la nuova Cardiochirurgia, inserita all’interno del blocco cardio-toraco-vascolare e destinata a rappresentare uno dei principali poli di alta specialità della sanità calabrese.
La struttura è già pienamente operativa. Nei giorni scorsi l’équipe ha infatti portato a termine con successo i primi tre interventi cardiochirurgici, segnando l’avvio concreto di un progetto che punta a offrire sul territorio cure avanzate per patologie cardiovascolari complesse e a ridurre la necessità per i pazienti calabresi di rivolgersi agli ospedali di altre regioni.
Alla guida del reparto è stato chiamato Luca Paolo Weltert, recentemente selezionato dall’Università della Calabria come direttore della cattedra di Chirurgia cardiaca.
I primi tre interventi già eseguiti a Cosenza
Nel corso della conferenza stampa di presentazione è stata illustrata la piena operatività del nuovo blocco cardio-toraco-vascolare.
L’équipe ha già eseguito con successo tre operazioni di particolare complessità: la sostituzione di una valvola aortica unicuspide, un triplice bypass aortocoronarico e un intervento combinato sull’aorta ascendente, sulla valvola aortica e mediante bypass coronarico.
Un avvio che certifica come la Cardiochirurgia dell’Annunziata non rappresenti soltanto un progetto strutturale o organizzativo, ma una realtà assistenziale già in grado di affrontare interventi di elevata specializzazione.
Il nuovo reparto può contare su 16 posti letto dedicati e tre moderne sale operatorie, inserite all’interno di un dipartimento multidisciplinare nel quale lavorano in sinergia specialisti universitari e ospedalieri.
Greco: «Gettiamo le basi per una nuova scuola medica»
A sottolineare il valore strategico dell’iniziativa è stato il rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco.
«Oggi non stiamo semplicemente celebrando l'apertura di un nuovo reparto all'avanguardia, che colma un vuoto avvertito da troppo tempo dalla nostra comunità, ma stiamo gettando le basi per una scuola medica capace di unire l'eccellenza della ricerca universitaria all'assistenza territoriale di altissimo livello», ha affermato.
Il progetto della Cardiochirurgia si inserisce infatti nel più ampio processo di crescita dell’area medica dell’UniCal e punta a costruire a Cosenza un sistema nel quale cura, ricerca scientifica e formazione universitaria possano procedere insieme.
Un modello che guarda non soltanto alle necessità assistenziali attuali, ma anche alla capacità della Calabria di formare e trattenere professionalità sanitarie altamente specializzate.
L’obiettivo della Scuola di specializzazione in Cardiochirurgia
Tra gli obiettivi indicati dall’Università della Calabria c’è infatti la futura apertura di una Scuola di specializzazione dedicata alla Cardiochirurgia.
«L'UniCal, la Regione Calabria e l'Azienda Ospedaliera lavorano in profonda sinergia per far crescere il capitale umano, investendo prima di tutto sulla qualità delle persone», ha spiegato Greco.
«Abbiamo puntato su docenti giovani, brillanti e di comprovata esperienza clinica e scientifica. Il nostro orizzonte strategico guarda al futuro: grazie al contributo del prof. Maselli e del prof. Weltert, l'obiettivo è arrivare presto all'apertura di una Scuola di specializzazione dedicata, capace di formare i futuri cardiochirurghi calabresi affinché possano finalmente crescere e operare nella loro terra, invertendo la rotta dell'emigrazione sanitaria».
Il tema della formazione diventa quindi centrale. L’ambizione è evitare che i giovani medici calabresi siano obbligati a trasferirsi fuori regione per completare la propria specializzazione e creare, allo stesso tempo, un polo capace di attirare professionisti anche dal resto d’Italia.
Un’équipe di specialisti di livello nazionale e internazionale
Il progetto aveva iniziato a prendere forma nei mesi scorsi con l’ingresso all’UniCal, come professore straordinario, di Daniele Maselli, considerato una delle principali autorità italiane nel settore cardiochirurgico.
Al suo fianco arriva ora Luca Paolo Weltert, all’interno di una squadra composta da specialisti universitari e clinici già operativi all’Annunziata.
Tra questi figura Matteo Orrico, esperto nelle tecniche mininvasive applicate alla chirurgia aortica complessa e direttore dell’Unità operativa di Chirurgia vascolare ed endovascolare.
Nel Dipartimento opera inoltre Franca Melfi, figura di rilievo internazionale nel campo della Chirurgia toracica e direttrice del Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare.
L’obiettivo è costruire un percorso multidisciplinare capace di mettere in relazione cardiochirurgia, chirurgia vascolare, chirurgia toracica, cardiologia, radiologia, laboratori e le altre specialità coinvolte nella gestione dei pazienti più complessi.
De Salazar: «Un risultato atteso da circa vent’anni»
Il significato dell’apertura è stato sottolineato anche dal direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, Vitaliano De Salazar.
«L'apertura della Cardiochirurgia all'Ospedale Annunziata è un risultato atteso da circa vent'anni dalla popolazione e che oggi, finalmente, diventa realtà», ha dichiarato.
Per De Salazar non si tratta soltanto dell’inaugurazione di un reparto.
«Non inauguriamo soltanto un nuovo reparto, ma una struttura destinata a cambiare concretamente la capacità di risposta del nostro sistema sanitario alle patologie cardiovascolari più complesse. Quello di oggi è un traguardo che ha richiesto visione, programmazione e un grande lavoro di squadra».
L’Azienda ospedaliera ha investito nella realizzazione del moderno blocco cardio-toraco-vascolare e nella costruzione di un percorso assistenziale integrato.
«Le prime tre operazioni eseguite nei giorni scorsi rappresentano la conferma più concreta che oggi questo progetto è pienamente operativo», ha aggiunto De Salazar.
La sfida contro la mobilità sanitaria
Uno degli obiettivi più importanti riguarda proprio la riduzione della mobilità sanitaria verso altre regioni.
Per anni numerosi pazienti calabresi con necessità di interventi cardiochirurgici complessi hanno dovuto rivolgersi a strutture fuori regione, affrontando trasferimenti, disagi per le famiglie e costi che finiscono per gravare anche sul sistema sanitario regionale.
La nuova struttura punta a modificare questo scenario.
«La Cardiochirurgia nasce con una responsabilità importante: offrire ai cittadini cure di alta specialità senza costringerli a lasciare il proprio territorio», ha spiegato De Salazar.
Ma il progetto vuole spingersi oltre.
L'obiettivo, ha aggiunto, è costruire insieme all'Università della Calabria «un polo di eccellenza clinica, scientifica e formativa, capace di attrarre professionalità, formare nuovi specialisti e contribuire a ridurre la mobilità sanitaria».
Weltert: «Vocazione all’eccellenza e spirito di servizio»
A descrivere la filosofia con cui nasce il reparto è stato lo stesso Luca Paolo Weltert.
«Questa Cardiochirurgia nasce con una chiara vocazione all'eccellenza e con un profondo spirito di servizio verso un territorio che attendeva da tempo cure avanzate per le patologie cardiache tempo-dipendenti», ha sottolineato.
Weltert ha però evidenziato soprattutto la necessità di un approccio multidisciplinare.
«Questo traguardo è il frutto di uno sforzo congiunto e di un rigoroso lavoro di squadra: una stretta collaborazione trasversale che coinvolge tutto il dipartimento chirurgico cardio-toraco-vascolare, la direzione, i laboratori, la radiologia e la cardiologia clinica. Solo unendo le forze, e valorizzando le diverse professionalità, possiamo dare una risposta concreta ai bisogni dei pazienti».
Chi è Luca Paolo Weltert
Nato a Torino nel 1976, Weltert arriva a Cosenza con una lunga esperienza clinica, scientifica e accademica.
Prima dell'incarico all'Università della Calabria ha lavorato come dirigente medico allo European Hospital di Roma, dove opera dal 2007, affiancando all’attività clinica quella accademica come professore associato presso la Saint Camillus International University of Health Sciences.
Nella sua carriera ha eseguito circa 3.000 interventi cardiochirurgici, 1.300 dei quali come primo operatore.
Nel dettaglio, il suo curriculum comprende circa 500 bypass aortocoronarici, 350 procedure di sostituzione o riparazione valvolare, numerosi interventi complessi sull’aorta e 180 impianti valvolari transcatetere TAVI.
Alla pratica chirurgica affianca un'intensa attività di ricerca.
Weltert è autore di 114 pubblicazioni scientifiche, con un H-index pari a 20 e circa 1.600 citazioni. Ha partecipato come Principal Investigator a diversi trial clinici multicentrici, tra cui i programmi internazionali ROMA, RHEIA e REST-ART.
Nel 2023 ha inoltre ricevuto il premio Best Abstract and Presentation all'EACTS Aortic Forum di Bruxelles.
Dai brevetti alle missioni con Emergency
Nel percorso professionale di Weltert trova spazio anche l’innovazione tecnologica.
Il cardiochirurgo è infatti inventore e titolare di due brevetti, uno italiano e uno statunitense, collegati allo sviluppo di un dispositivo innovativo di supporto ventricolare d'emergenza: una sorta di “cuore artificiale” destinato a sostenere i pazienti colpiti da scompenso cardiaco acuto.
Accanto all'attività clinica e scientifica c'è anche l’esperienza umanitaria. Weltert ha partecipato a missioni internazionali con Emergency, lavorando in contesti particolarmente complessi e sviluppando, oltre alla competenza tecnica, una forte attenzione alla dimensione umana dell’assistenza.
Con l’avvio della Cardiochirurgia dell’Annunziata, Cosenza prova così a colmare una delle lacune storiche della propria rete ospedaliera. La sfida sarà ora trasformare il nuovo reparto in un punto di riferimento stabile per l'intera Calabria, facendo convivere assistenza di alta specialità, ricerca universitaria e formazione dei medici del futuro.