Temperature rigide, vento tagliente e piazze comunque gremite. La Calabria ha accolto il 2026 affidandosi ancora una volta alla musica dal vivo, trasformando il gelo in un dettaglio secondario di fronte al bisogno collettivo di ritrovarsi. Dalle grandi produzioni televisive alle feste popolari, la notte di San Silvestro ha disegnato una mappa sonora che ha attraversato tutta la regione, con qualche stop forzato e molte storie da raccontare.

Cosenza, Brunori e il “Giubileo” delle piazze

Il cuore più caldo, nonostante le temperature sotto lo zero, è stato Cosenza. Piazza dei Bruzi si è riempita come non accadeva da anni per il concerto di Dario Brunori, simbolo di una città che ha voluto celebrare una sorta di Giubileo delle feste in piazza, a venticinque anni da quel concerto di Franco Battiato che nel 2000 salutò il nuovo millennio.

Brunori ha aperto il suo set osservando la folla “stretta stretta” contro il freddo, ricordando che il 2025 è stato un anno importante per lui, ma complicato per il mondo intero. Dal palco è arrivato un messaggio chiaro: non lasciarsi governare dalla paura. Poi spazio alla musica, tra ironia e profondità, battute sul ritmo da tenere alto per non congelare e momenti più intimi, come la dedica al padre e il pensiero rivolto ai “viaggi della speranza” degli emigranti calabresi. Un concerto che ha alternato leggerezza e riflessione, accolto da una piazza stracolma fino all’ultimo accordo.

Catanzaro, il grande rito televisivo del Capodanno Rai

Se Cosenza è stata la piazza più affollata, Catanzaro è stata quella più vista. Nel quartiere marinaro del capoluogo si è svolto “L’Anno che verrà”, il concertone Rai che ha accompagnato milioni di italiani nel passaggio al nuovo anno. Dal vivo gli accessi erano contingentati, ma lo spettacolo ha viaggiato in tutta la penisola grazie alla diretta televisiva.

Il conto alla rovescia guidato da Marco Liorni ha preceduto lo scoppio dei brindisi e dei fuochi, mentre sul palco si sono alternati i grandi classici della musica pop italiana: Orietta Berti, I Cugini di Campagna, un Massimo Ranieri in grande forma capace di far cantare tutta la piazza con Perdere l’amore. Spazio anche a Sal Da Vinci, che ha ricordato le sue radici calabresi, e al rap di Rocco Hunt e Clementino, quest’ultimo ironico sull’escursione termica dopo un recente passaggio da Courmayeur.
Non sono mancati i momenti di promozione del territorio, con immagini della costa e dei borghi, tra mare, panorami e simboli gastronomici ormai iconici.

Corigliano Rossano balla con i Negramaro

Il 2026 si è aperto a ritmo di pop-rock a Corigliano Rossano, dove i Negramaro hanno trasformato piazza Salotto e l’area di Corigliano Scalo in una grande arena a cielo aperto. La serata era iniziata già alle 21 con la diretta del Capodanno Rai proiettata sui maxi schermi e con l’animazione di artisti e DJ locali.

Dopo la mezzanotte e i fuochi d’artificio, la band guidata da Giuliano Sangiorgi è salita sul palco intorno alle 00.45, sfidando tramontana e freddo pungente. Il pubblico ha risposto con entusiasmo, cantando e ballando nonostante le temperature rigide.

Acri, la taranta contro il gelo

Ancora più estreme le condizioni climatiche ad Acri, dove il termometro è sceso fino a –4 gradi. In piazza Sprovieri, però, la musica popolare ha fatto il suo dovere: Eugenio Bennato e la sua Taranta Power hanno acceso la notte con ritmi travolgenti.

Il concerto è iniziato intorno all’1.45, dopo le esibizioni degli artisti locali, e ha visto sul palco una formazione numerosa, tra musicisti e voci del Sud. Un evento gratuito, voluto dal Comune, che ha dimostrato come anche il freddo più duro possa essere battuto dalla forza della tradizione musicale.

Praia a Mare, quando la sicurezza ferma la festa

Non ovunque, però, la musica è riuscita a vincere. A Praia a Mare il concerto previsto in piazza della Resistenza è stato annullato. Le forti raffiche di vento hanno reso instabili le strutture del palco, costringendo l’amministrazione comunale, dopo i controlli con la Polizia Locale e i responsabili della sicurezza, a cancellare l’evento che avrebbe visto sul palco gli Stereo Otto e un DJ set successivo. Una decisione sofferta, ma presa nel nome della tutela di pubblico e artisti.

Una notte, tante Calabrie

Tra grandi eventi televisivi, concerti d’autore, rock, folk e qualche stop obbligato, il Capodanno 2026 in Calabria ha raccontato ancora una volta una regione capace di ritrovarsi nelle piazze. Per una notte, almeno fino all’alba, le polemiche si sono fermate e la musica ha fatto da collante, ricordando che, anche nel gelo, in Calabria c’è sempre un buon motivo per sperare nell’anno che verrà.