L'intervento di Sbarra
L'intervento di Sbarra

Il Sistema portuale dello Stretto come leva per rafforzare la competitività della Calabria e dell’intero Mezzogiorno, collegando infrastrutture, imprese e grandi rotte commerciali del Mediterraneo. È il messaggio lanciato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega al Sud, Luigi Sbarra, intervenuto questa mattina a Reggio Calabria al workshop “Sistema portuale dello Stretto. Da Reggio Calabria un percorso di sviluppo per la competitività del territorio”, ospitato a Palazzo Corrado Alvaro e organizzato dalla Casa del Made in Italy di Reggio Calabria ed Energia Media. «Il Sistema portuale dello Stretto rappresenta un’infrastruttura strategica per la competitività della Calabria e dell’intero Mezzogiorno – ha affermato Sbarra –. La sua posizione può rafforzare i collegamenti tra i territori, le imprese e le grandi direttrici commerciali del Mediterraneo».

Il porto come parte di un sistema produttivo

Per il sottosegretario, la sfida non riguarda soltanto lo sviluppo delle infrastrutture portuali, ma la loro capacità di inserirsi in una rete più ampia di servizi, attività produttive e investimenti. «Il porto non deve essere un’infrastruttura isolata, ma parte di un ecosistema produttivo. È da questa integrazione che dobbiamo partire per trasformare le potenzialità in progetti concreti», ha sottolineato. Proprio questo è uno dei temi al centro del workshop, nato per favorire il confronto tra sistema portuale, Comuni dell’area dello Stretto, imprese, istituzioni e mondo della ricerca, con l’obiettivo di individuare nuove progettualità per il territorio reggino.

Zes Unica, 1.529 autorizzazioni per 9,8 miliardi

Nel corso dell’intervento Sbarra ha richiamato anche i risultati della Zes Unica del Mezzogiorno, indicata dal Governo come uno degli strumenti centrali per favorire gli investimenti nelle regioni meridionali. Secondo i dati illustrati dal sottosegretario, dal 1° gennaio 2024 al 15 settembre 2026 sono state rilasciate complessivamente 1.529 Autorizzazioni Uniche, collegate a circa 9,8 miliardi di euro di investimenti privati. Nel biennio 2024-2025 le istanze per il credito d’imposta Zes sono state invece 17.378, per un volume di investimenti pari a circa 12,5 miliardi di euro. Sbarra ha inoltre ricordato lo stanziamento di 300 milioni di euro destinato all’infrastrutturazione delle aree industriali, produttive e artigianali del Mezzogiorno.

In Calabria investimenti per oltre 669 milioni

Particolare attenzione è stata riservata ai dati calabresi. «In Calabria – ha spiegato Sbarra – sono state rilasciate 77 Autorizzazioni Uniche, a supporto di 669,5 milioni di euro di investimenti, mentre le domande di credito d’imposta sono state circa 1.700, per oltre un miliardo di euro di investimenti». Secondo le stime richiamate dal sottosegretario, l’impatto economico complessivo legato a questi interventi sarebbe pari a circa 4,5 miliardi di euro, con circa 3.200 ricadute occupazionali. Gli stessi dati erano stati illustrati da Sbarra nei giorni scorsi in un intervento pubblico in Calabria.

Semplificazione e investimenti per attrarre imprese

Per il rappresentante del Governo, uno degli aspetti centrali della Zes è la semplificazione amministrativa, considerata determinante per ridurre i tempi necessari alla realizzazione degli investimenti. Il credito d’imposta rappresenta invece la leva finanziaria attraverso la quale sostenere gli interventi privati e rendere più attrattive le regioni del Mezzogiorno. La prospettiva indicata è quella di collegare questi strumenti alle infrastrutture strategiche, facendo dei porti non soltanto punti di transito delle merci, ma nodi capaci di generare sviluppo e nuove opportunità economiche per i territori.

«Rafforzare la dimensione mediterranea della Calabria»

Il workshop di Reggio Calabria punta quindi a costruire una visione nella quale porto, area metropolitana, imprese e sistema della ricerca possano procedere in maniera coordinata. «Il Governo continuerà a fare la propria parte attraverso investimenti, semplificazione, Zes e politiche di coesione», ha concluso Sbarra. «La sfida è rafforzare la competitività della Calabria e dell’intero Mezzogiorno nella sua naturale dimensione mediterranea».