L'ospedale di Crotone
L'ospedale di Crotone

“Esistono luoghi dove la medicina non è fatta solo di protocolli e farmaci, ma anche di umanità, attenzione e resilienza”. Inizia così la lettera di un cittadino crotonese che ha voluto accendere i riflettori sul reparto di Oncologia dell’ospedale Ospedale San Giovanni di Dio. Al centro del racconto il lavoro della dottoressa Carla Cortese, descritta come guida autorevole e profondamente umana di un reparto considerato un punto di riferimento per il territorio.

Secondo la testimonianza, sotto la direzione della specialista il reparto avrebbe sviluppato un modello di assistenza fondato non solo sulle cure mediche, ma anche sulla presa in carico complessiva dei pazienti. Medici, infermieri e operatori sanitari vengono descritti come una squadra capace di trasformare un luogo segnato dalla malattia in uno spazio di ascolto e speranza.

Il contrasto tra qualità delle cure e carenze strutturali

La lettera evidenzia però anche le difficoltà quotidiane legate alle condizioni della struttura ospedaliera. L’autore denuncia il fatto che il reparto di Oncologia condivida gli spazi con la Nefrologia, una situazione che – secondo quanto riferito – comprometterebbe organizzazione e privacy dei pazienti.

Vengono citati servizi igienici comuni, ambienti datati e problemi strutturali che costringerebbero il personale sanitario a lavorare in condizioni difficili. Nonostante ciò, il racconto sottolinea come il personale continui a garantire attenzione e vicinanza ai malati, offrendo conforto umano oltre all’assistenza clinica.

L’appello alle istituzioni

Nella parte finale della lettera emerge un appello diretto alle istituzioni affinché vengano realizzati interventi concreti di ammodernamento dell’ospedale. Secondo il cittadino, investire nelle strutture sanitarie significa garantire dignità ai pazienti e mettere il personale nelle condizioni migliori per svolgere il proprio lavoro.

Il messaggio conclusivo richiama la necessità di affiancare all’eccellenza professionale anche spazi adeguati e sicuri. “Crotone ha già i suoi eroi in camice bianco”, scrive l’autore della lettera, sostenendo che ora spetti alle istituzioni offrire a operatori e pazienti un ospedale all’altezza dell’umanità e della dedizione dimostrate ogni giorno.