Ecco chi è Amalia Bruni
Neurologa di fama internazionale e consigliera regionale, la sua carriera si muove tra successi scientifici, impegno civile e un percorso politico che non è stato privo di critiche e confronti accesi
Amalia Cecilia Bruni è conosciuta innanzitutto come neurologa e ricercatrice. La sua attività scientifica si è concentrata in particolare sulle malattie neurodegenerative e sull’Alzheimer, ambito nel quale ha contribuito, insieme a gruppi di ricerca internazionali, a individuare importanti cause genetiche e meccanismi della patologia.
Dopo la laurea e la specializzazione in neurologia, ha lavorato in strutture sanitarie calabresi, diventando nel tempo una figura di riferimento nel campo della neurogenetica e dirigendo il Centro regionale di neurogenetica di Lamezia Terme, realtà che ha attirato collaborazioni scientifiche e progetti di ricerca anche a livello internazionale.
Parallelamente all’attività clinica e scientifica, Bruni ha ricoperto incarichi in organismi nazionali legati allo studio delle demenze e ha collaborato con istituzioni sanitarie e accademiche, consolidando una reputazione costruita principalmente nel mondo della medicina e della ricerca.
L’ingresso in politica e la candidatura alla guida della Regione
Il passaggio alla politica avviene in modo più diretto nel 2021, quando viene scelta come candidata alla presidenza della Regione Calabria da una coalizione di centrosinistra.
La candidatura nasce in un contesto complesso, segnato da trattative e tensioni tra le forze politiche che sostenevano la coalizione, a testimonianza di quanto la scelta non fosse stata priva di discussioni interne.
Alle elezioni regionali Bruni ottiene circa il 27 per cento dei consensi e, come prima dei candidati non eletti, entra in Consiglio regionale, avviando così la sua attività politica istituzionale.
Il ruolo in Consiglio regionale e il dibattito politico
Da consigliera regionale, Bruni ha continuato a intervenire su temi legati soprattutto alla sanità, alla ricerca e allo sviluppo della Calabria, mantenendo una presenza costante nel confronto politico regionale.
Nel corso della legislatura ha assunto incarichi nelle commissioni consiliari e ha preso posizione su diverse questioni politiche e amministrative, in particolare su sanità e organizzazione dei servizi, temi che rappresentano uno dei principali terreni di confronto in Calabria.
Critiche, polemiche e confronto politico
Come accade spesso a chi entra in politica dopo una lunga carriera in altri ambiti, il percorso di Amalia Bruni non è stato privo di polemiche.
In alcune fasi del dibattito politico, avversari e osservatori hanno criticato alcune sue prese di posizione o le strategie della coalizione che la sosteneva, soprattutto durante e dopo la campagna elettorale regionale. In altre occasioni, dichiarazioni e interventi pubblici sono stati oggetto di replica da parte di esponenti di altre forze politiche, segno di un confronto spesso acceso ma tipico della dialettica politica regionale.
Anche la sua candidatura del 2021 fu accompagnata da discussioni interne allo stesso campo progressista, con malumori e perplessità che emersero in alcune fasi della scelta del candidato, a conferma di un percorso politico che si sviluppò in un clima non privo di tensioni.
Una figura tra scienza e impegno pubblico
Il profilo di Amalia Bruni resta particolare nel panorama politico calabrese perché unisce l’esperienza scientifica a quella istituzionale.
La sua carriera rappresenta il percorso di una professionista che, dopo decenni dedicati alla medicina e alla ricerca, ha scelto di impegnarsi direttamente nella vita pubblica, affrontando inevitabilmente anche le dinamiche più dure della politica, fatte di consenso, critiche e confronto continuo.
Tra successi nel campo scientifico, impegno civile e attività politica, Amalia Bruni continua oggi a essere una figura riconoscibile del dibattito pubblico calabrese, in un ruolo che mantiene al centro i temi della sanità, della ricerca e delle prospettive di sviluppo della regione.