Licenziata dopo un incidente sul lavoro: tribunale dà ragione a una donna straniera
Il Tribunale di Paola condanna l’azienda a risarcire oltre 42.000 euro: una sentenza che riafferma il diritto alla tutela dei lavoratori anche in assenza di contratto scritto
Arrivata in Italia con la speranza di costruirsi un futuro attraverso il lavoro, una donna straniera si è trovata invece intrappolata in un rapporto lavorativo privo di garanzie. L’azienda per cui lavorava, nonostante l’attività reale e continuativa della donna, non aveva mai formalizzato un contratto, rimandando ogni formalità per presunte difficoltà burocratiche. La situazione è precipitata quando, a seguito di un incidente sul lavoro, la donna è stata licenziata senza alcuna comunicazione scritta né motivazione.
Il Tribunale di Paola riconosce i diritti della lavoratrice
Assistita dall’avvocato Fiona Esposito, la donna si è rivolta al Tribunale di Paola, che con la sentenza del 22 dicembre 2025 ha accolto il ricorso. Il giudice ha stabilito che in assenza di un contratto scritto il periodo di prova è nullo e che il rapporto di lavoro va considerato a tempo indeterminato sin dall’inizio. Inoltre, l’ordine verbale di non presentarsi più a lavoro è stato riconosciuto come licenziamento inefficace, confermando il diritto della lavoratrice a ricevere un risarcimento, secondo quanto previsto dal decreto legislativo n. 23/2015.
Risarcimento e tutela della dignità del lavoro
La sentenza ha disposto un indennizzo pari a venti mensilità, per un totale di oltre 42.000 euro, comprensivo di spese legali e accessori di legge. “Il lavoro è dignità – commenta l’avvocato Esposito – e non può essere cancellato con comunicazioni informali o pretesti burocratici. Queste vicende non sono isolate, ma rappresentano una realtà diffusa che richiede tutela concreta”. La decisione del Tribunale sottolinea l’importanza di proteggere chi lavora senza garanzie e ribadisce che i diritti acquisiti non possono essere ignorati.