Quasi 75 milioni di euro per contribuire alla ricostruzione dei territori colpiti dal ciclone Harry. Dopo mesi di attesa, si avvicina un passaggio importante per lo stanziamento delle risorse europee destinate a Calabria, Sicilia e Sardegna, investite dalla violenta ondata di maltempo che, tra il 18 e il 21 gennaio 2026, ha provocato danni ingenti a infrastrutture, attività economiche e aree costiere. Mercoledì 21 ottobre il Parlamento europeo sarà chiamato a votare, durante la sessione plenaria di Strasburgo, la mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea, che prevede per l'Italia un contributo complessivo di 74.884.983 euro. La proposta ha già ottenuto il via libera della Commissione Bilanci dell'Eurocamera e dovrà completare i successivi passaggi istituzionali, compresa l'approvazione del Consiglio dell'Ue, prima dell'effettiva erogazione delle somme. Le risorse serviranno a sostenere le operazioni di emergenza e gli interventi di ripristino nelle aree danneggiate. Si tratta, tuttavia, di un contributo che copre soltanto una parte delle perdite complessive, quantificate dalle autorità italiane in 2 miliardi e 995 milioni di euro.

Calabria tra le regioni colpite: la sfida della ricostruzione

Per la Calabria, il sostegno europeo rappresenta un ulteriore strumento per affrontare le conseguenze di un evento meteorologico che ha lasciato segni profondi soprattutto lungo i litorali e nei territori maggiormente esposti alle mareggiate. Il ciclone Harry ha riportato al centro dell'attenzione le fragilità del territorio regionale, dalla vulnerabilità delle infrastrutture costiere ai problemi legati all'erosione e alla necessità di interventi strutturali di prevenzione. Una situazione gravissima che riguardava i danni del ciclone Harry in Calabria e sulle criticità nella gestione del territorio. L'importo previsto dal Fondo di solidarietà non sarà destinato esclusivamente alla Calabria, ma dovrà essere ripartito tra le tre regioni interessate. Proprio la distribuzione delle risorse rappresenterà uno dei passaggi più delicati, considerando l'entità dei danni subiti dai diversi territori e la necessità di individuare le priorità degli interventi. L'Italia ha presentato la richiesta di accesso al Fondo il 10 aprile, a ridosso della scadenza del 12 aprile prevista dalle regole europee. A differenza di altri Paesi colpiti da calamità naturali, non ha richiesto anticipazioni sulle somme spettanti, che saranno quindi erogate al completamento dell'iter.

Tridico: «Il lavoro avviato con Antoci arriva a compimento»

Sul percorso che ha portato al voto di Strasburgo interviene l'europarlamentare calabrese Pasquale Tridico, capo delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo e già candidato alla presidenza della Regione Calabria, che rivendica l'iniziativa politica avviata insieme al collega Giuseppe Antoci nei giorni immediatamente successivi al ciclone. Tridico ricorda che già il 21 gennaio i due eurodeputati avevano sollecitato la Commissione europea, la presidente Ursula von der Leyen e il commissario Raffaele Fitto affinché venissero attivati gli strumenti di solidarietà comunitaria. Parallelamente, avevano invitato i presidenti delle Regioni Calabria e Sicilia, Roberto Occhiuto e Renato Schifani, ad accelerare le procedure necessarie alla quantificazione dei danni. Una richiesta ribadita il 27 gennaio, quando, secondo Tridico, il primo stanziamento di 100 milioni di euro annunciato dal governo appariva insufficiente rispetto alla portata dell'emergenza. La risposta della presidente von der Leyen, arrivata il 12 marzo, aveva successivamente chiarito che l'attivazione del Fondo poteva avvenire soltanto su richiesta formale dello Stato membro, da presentare entro dodici settimane dal primo danno. «Il lavoro avviato con Antoci arriva così a compimento: adesso resta il passaggio che conta per i cittadini, la validazione a Strasburgo», afferma Tridico.

Fondi europei, resta il nodo della distribuzione alle regioni

L'attenzione si sposta adesso sui criteri con cui le risorse saranno assegnate ai territori colpiti. Un passaggio sul quale Tridico chiede trasparenza e tempi certi, affinché il sostegno europeo possa tradursi in interventi effettivi. «L'Ue assegnerà le risorse all'Italia, che dovrà ripartirle tra le tre regioni. Chiederò al governo di rendere pubblici criteri e tempi della distribuzione, perché ogni euro arrivi in quei luoghi in cui i danni sono stati subiti. Continueremo a seguire il dossier a Bruxelles fino all'ultimo versamento», conclude l'europarlamentare. Il voto del 21 ottobre rappresenterà dunque una tappa importante, ma non coinciderà automaticamente con l'arrivo dei finanziamenti. Per i territori calabresi danneggiati dal ciclone Harry, la questione centrale rimane quella dei tempi e delle modalità con cui le risorse europee potranno essere trasformate in interventi concreti di ripristino e messa in sicurezza.