Il maltempo ha devastato le coltivazioni calabresi
Il maltempo ha devastato le coltivazioni calabresi

Negli ultimi giorni la Calabria è stata investita da una nuova ondata di maltempo che ha provocato allagamenti, frane e criticità diffuse su gran parte del territorio. Le piogge intense hanno fatto salire rapidamente il livello di diversi corsi d’acqua, in particolare nel Cosentino, dove il fiume Crati è esondato in più punti, causando evacuazioni e allagamenti in abitazioni e campagne.

In alcune aree della Piana di Sibari e di Cassano allo Ionio centinaia di persone sono state costrette a lasciare temporaneamente le proprie case, mentre i vigili del fuoco sono intervenuti con squadre fluviali, mezzi speciali ed elicotteri per raggiungere residenti rimasti isolati.

Non solo il Crati. Anche altri fiumi, tra cui Busento e Campagnano, hanno registrato piene e allagamenti, con disagi alla circolazione, alberi caduti e famiglie isolate in alcune zone della provincia di Cosenza.

Interventi, allerta e richiesta dello stato di emergenza

L’intensità dell’ondata di maltempo ha spinto la Regione Calabria a chiedere il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale, dopo danni rilevanti a infrastrutture, abitazioni e comparti produttivi, in particolare agricoltura e pesca.

Nel giro di pochi giorni si sono registrati migliaia di interventi di soccorso nel Sud Italia, con frane, smottamenti e allagamenti che hanno interessato numerosi centri abitati e aree rurali.

Il Centro Funzionale Multirischi ha inoltre diramato allerte meteo per rischio temporali e criticità idrogeologica, segnalando terreni già saturi e possibilità di nuove esondazioni in caso di ulteriori precipitazioni.

Un territorio fragile tra clima e dissesto idrogeologico

Gli eventi delle ultime settimane non rappresentano episodi isolati, ma si inseriscono in un quadro più ampio di fragilità del territorio calabrese. La conformazione geografica, caratterizzata da forti pendenze, fiumare a regime torrentizio e aree urbanizzate in prossimità dei corsi d’acqua, rende molte zone particolarmente vulnerabili.

Le piogge intense, sempre più frequenti e concentrate in brevi periodi, mettono sotto pressione argini, versanti e infrastrutture, spesso già indeboliti da anni di erosione o da manutenzioni insufficienti. In diverse aree rurali, inoltre, i danni alle campagne e alle strutture agricole stanno avendo conseguenze pesanti sull’economia locale.

Prevenzione, manutenzione e responsabilità

Il tema del dissesto idrogeologico torna quindi al centro del dibattito pubblico. Tecnici e amministratori sottolineano da tempo come la prevenzione, la pulizia degli alvei, il consolidamento dei versanti e la manutenzione delle opere idrauliche siano interventi fondamentali per ridurre i rischi.

La gestione del territorio richiede investimenti continui e una programmazione di lungo periodo, perché la combinazione tra cambiamenti climatici, abbandono delle aree interne e consumo di suolo rende gli eventi estremi sempre più difficili da gestire.

Un’emergenza che riguarda tutta la Calabria

Dalla costa tirrenica alle aree interne, il maltempo degli ultimi giorni ha dimostrato ancora una volta quanto il rischio idrogeologico sia diffuso in tutta la regione. Quartieri isolati, strade interrotte, smottamenti e campagne allagate sono segnali di una vulnerabilità che riguarda non solo le grandi città ma anche piccoli centri e territori rurali.

Per molti cittadini il timore più grande non è soltanto l’emergenza del momento, ma la consapevolezza che fenomeni di questo tipo potrebbero ripetersi con maggiore frequenza.

Il maltempo, in Calabria, non è solo cronaca: è un problema strutturale che continua a interrogare istituzioni, tecnici e comunità locali su come difendere il territorio e garantire sicurezza alle persone.