Presunte corsie preferenziali in Oculistica: chiesto il rinvio a giudizio per dieci persone
La Procura di Catanzaro chiude le indagini sulla gestione delle visite e degli interventi all'ospedale Dulbecco
La Procura della Repubblica di Catanzaro ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di dieci persone coinvolte nell'inchiesta che ha travolto il reparto di Oculistica dell'Azienda ospedaliere universitaria "Renato Dulbecco". L'indagine, condotta dai sostituti procuratori Stefania Caldarelli e Irene Crea, punta i riflettori su una presunta gestione illecita e parallela delle prestazioni sanitarie. Il quadro accusatorio prefigurato dagli inquirenti ipotizza reati a vario titolo che vanno dall'associazione per delinquere alla truffa aggravata, fino alla concussione, al peculato, al falso e all'autoriciclaggio, delineando un sistema strutturato a scapito della corretta erogazione delle cure pubbliche.
Il meccanismo delle visite private e dei tempi d'attesa azzerati
Al centro degli accertamenti giudiziari figura un ipotetico schema volto a scavalcare le liste d'attesa ordinarie del Servizio sanitario nazionale. Secondo la ricostruzione della Procura, diversi medici avrebbero continuato a percepire indebitamente le indennità legate al rapporto di esclusività professionale con l'Azienda ospedaliera e l'Università Magna Grecia, pur esercitando parallelamente un'attività libero-professionale priva di autorizzazione. I pazienti visiti privatamente negli studi dei professionisti coinvolti avrebbero così ottenuto un canale di accesso preferenziale per l'esecuzione degli interventi chirurgici direttamente all'interno della struttura sanitaria pubblica.
Somme indebite richieste per interventi che dovevano essere gratuiti
Un ulteriore filone dell'inchiesta riguarda le presunte condotte ai danni dei singoli utenti, spesso persone anziane o affette da patologie oculari severe. Gli inquirenti contestano casi in cui i pazienti sarebbero stati indotti a sborsare una cifra pari a 500 euro con la falsa giustificazione che la somma fosse indispensabile per l'acquisto dei tessuti corneali o per l'inserimento formale nelle banche dati sanitarie. In realtà, la copertura economica per questo tipo di procedure e materiali era già interamente a carico della sanità pubblica.
Verso l'udienza preliminare con trentatré parti offese individuate
Il giudice per le indagini preliminari Fabiana Giacchetti ha già stabilito la data per l'avvio del confronto in aula, fissando l'udienza preliminare per il prossimo 3 novembre, giorno in cui si valuterà la tenuta dell'impianto accusatorio. In vista del procedimento sono state individuate trentatré parti offese complessive: oltre alle trentuno persone fisiche che avrebbero subito i torti e i prelievi economici ingiustificati, compaiono formalmente anche lo Stato e la stessa Azienda ospedaliere-universitaria "Renato Dulbecco".