Il 2026 della cultura calabrese è partito sotto il segno di un entusiasmo travolgente e di un "tutto esaurito" al Teatro Alfonso Rendano di Cosenza. Il 1° gennaio, il tradizionale concerto di Capodanno dell'Orchestra Sinfonica Brutia ha regalato al pubblico un’esperienza unica, con la produzione originale "Vertigo: Il Sud è Magia", scritta e diretta dal Maestro Francesco Perri. L'evento ha segnato una vera e propria evoluzione del concerto sinfonico, trasformandosi in una performance multimediale che ha coinvolto tutti i sensi, confermando la crescente importanza culturale dell'appuntamento. "Vertigo" ha esplorato il concetto di "vertigine" come smarrimento estetico di fronte alla potenza storica del Sud, con un'intensa sensazione di meraviglia che ha avvolto il pubblico. Il Maestro Perri ha creato una partitura complessa che ha saputo fondere la tradizione colta con le radici popolari del Mediterraneo, dando vita a un racconto musicale che ha risuonato in ogni angolo del teatro. Lo spettacolo ha reso omaggio a due figure fondamentali della cultura meridionale: l’etnologo Ernesto de Martino e il Maestro Roberto De Simone, la cui ricerca sul tarantismo ha ispirato l'intero progetto. La critica e il pubblico hanno apprezzato la capacità di Perri di mescolare la musica sinfonica con elementi etnografici, creando un'esperienza culturale senza precedenti.

Un'esperienza multisensoriale e partecipativa

Il concerto ha visto il coinvolgimento di un cast eccezionale, tra cui il poeta Daniel Cundari, il polistrumentista Roberto Bozzo, il violinista Pasquale Allegretti Gravina e i tummarini di Tessano. Le voci di Carlotta Costabile, Aurora Elia e Claudia Ferrari, insieme alle coreografie di Tania De Cicco e dei danzatori di pizzica, hanno dato corpo e movimento alla magia sonora. Ma la vera novità di "Vertigo" è stata l’interazione con il pubblico: trascinato dall’energia ritmica delle percussioni e dalla potenza evocativa dei brani, il pubblico non si è limitato ad applaudire, ma ha partecipato attivamente, ballando tra le poltrone del teatro in un clima di festa collettiva. Un finale inaspettato e coinvolgente che ha reso la serata un’esperienza davvero unica.

Un messaggio di unione tra radici e innovazione

"Vertigo non è solo un augurio," ha dichiarato Perri a fine spettacolo, "ma l'affermazione che la fusione tra radici, storia e tecnologia è la chiave per dare voce al cuore battente del Mediterraneo". L’evento ha dunque segnato un punto di svolta per la cultura calabrese, con la certezza che il 2026 sarà un anno di grande fermento culturale, capace di coniugare passato e futuro in una sintesi unica e coinvolgente.