Processo per il rapimento della neonata Sofia, chiesti otto anni per Rosa Vespa
Requisitoria del pm a Cosenza nel procedimento sull’allontanamento della piccola dalla clinica, attesa per la sentenza
Si avvia verso la fase conclusiva il procedimento giudiziario sul rapimento della piccola Sofia Cavoto, sottratta dalla clinica “Sacro Cuore” di Cosenza. Nella requisitoria finale, il pubblico ministero Antonio Bruno Tridico ha chiesto una condanna a otto anni di reclusione per Rosa Vespa, unica imputata nel processo. Alla donna vengono contestate anche due aggravanti legate alla particolare vulnerabilità del contesto sanitario e alla conoscenza preventiva della struttura.
Le accuse e la ricostruzione dei fatti
Secondo l’impianto accusatorio, l’imputata avrebbe costruito nel tempo un inganno, simulando una gravidanza durata mesi per poi sottrarre la neonata l’8 gennaio 2025. Un piano che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato studiato anche attraverso precedenti accessi alla clinica, così da individuare modalità e luogo dell’azione.
Perizia psichiatrica e attesa per la sentenza
Nel corso del procedimento, la donna è stata sottoposta a una perizia psichiatrica affidata a un collegio di esperti nominati dal giudice. I familiari della bambina si sono costituiti parte civile e sono presenti in aula. Nelle prossime ore spazio agli interventi delle parti civili, prima della decisione finale del tribunale.