La nuova legge elettorale finisce al centro di una battaglia giudiziaria che coinvolge anche la Calabria. Nella mattinata di oggi, 26 ottobre, sono stati depositati ricorsi nei distretti delle Corti d'Appello di Catanzaro e Reggio Calabria, nell'ambito di un'iniziativa promossa contemporaneamente su tutto il territorio nazionale. Al centro della contestazione c'è lo Stabilicum, il nuovo sistema elettorale approvato definitivamente dal Parlamento l'8 ottobre 2026, che introduce un impianto proporzionale accompagnato da un premio di maggioranza e da un sistema misto di preferenze e capilista bloccati. L'obiettivo dei ricorrenti è sottoporre la normativa a un esame di costituzionalità prima delle prossime elezioni politiche, evitando che eventuali criticità emergano soltanto dopo la formazione del nuovo Parlamento. La mobilitazione giudiziaria coinvolge cittadini e giuristi che ritengono necessario verificare la compatibilità della riforma con i principi fondamentali della rappresentanza democratica.

Diritto di voto e Costituzione, le contestazioni alla nuova normativa

Il punto centrale dei ricorsi riguarda la tutela del diritto di voto previsto dall'articolo 48 della Costituzione, che stabilisce il carattere personale, libero e uguale del suffragio. Secondo i promotori dell'iniziativa, lo Stabilicum introdurrebbe meccanismi capaci di limitare ulteriormente questi principi rispetto alle precedenti normative elettorali. Il riferimento è alle esperienze del Porcellum e dell'Italicum, entrambe interessate da pronunce della Corte costituzionale che ne hanno dichiarato illegittime alcune disposizioni. Tra gli aspetti della nuova legge oggetto di contestazione figurano il funzionamento del premio di maggioranza, il sistema delle preferenze, i requisiti per la presentazione delle liste e le garanzie di rappresentanza. Per i ricorrenti, il problema non riguarda soltanto la scelta del sistema elettorale, ma la necessità di assicurare che la composizione di Camera e Senato rispecchi i principi costituzionali. Si tratta, al momento, di questioni giuridiche sollevate dai promotori dell'azione, sulle quali non è intervenuta una pronuncia definitiva relativa alla nuova legge.

L'obiettivo è arrivare alla Consulta prima delle prossime elezioni

La finalità dichiarata dell'iniziativa è evitare il ripetersi di una situazione già verificatasi nelle precedenti legislature, quando alcune disposizioni delle leggi elettorali sono state giudicate incostituzionali dopo essere state applicate. I ricorrenti intendono quindi sollecitare un pronunciamento preventivo attraverso il percorso giudiziario previsto dall'ordinamento, che potrebbe condurre le questioni sollevate all'esame della Corte costituzionale. Nella nota diffusa in occasione del deposito degli atti viene esclusa qualsiasi motivazione ideologica, sottolineando invece la volontà di difendere il corretto funzionamento delle istituzioni democratiche. Il timore espresso è che l'esigenza di garantire continuità agli organi costituzionali possa rendere particolarmente complesso intervenire su una legge elettorale già utilizzata per eleggere il Parlamento. La presentazione dei ricorsi nei distretti calabresi rappresenta dunque una tappa di una mobilitazione nazionale destinata a svilupparsi nelle aule giudiziarie. Spetterà ai giudici valutare le questioni sollevate e l'eventuale rimessione alla Consulta, chiamata in quel caso a stabilire se le disposizioni contestate rispettino la Costituzione.