Giacomo Mancini
Giacomo Mancini

Le immagini della notte tra il 12 e il 13 febbraio restano impresse nella memoria dei cosentini come uno scenario apocalittico. Giacomo Mancini, esponente della direzione del Pd Calabria ed ex deputato socialista, ha affidato ai social un amaro sfogo di solidarietà verso chi ha visto la propria vita travolta dal maltempo. Fiumi esondati, frane, alberi abbattuti e attività commerciali allagate non sono solo il bilancio di un’ondata di maltempo eccezionale, ma rappresentano, secondo Mancini, un disastro che ha sfiorato la tragedia e che non può essere liquidato come una semplice fatalità o un capriccio della natura.

Il Piano della Protezione Civile dimenticato nei cassetti

Il fulcro della critica di Mancini risiede in un documento specifico che avrebbe potuto cambiare le sorti della città: il Piano di Protezione Civile per il Comune di Cosenza. Redatto dal CamiLab dell’Università della Calabria, questo studio contiene analisi minuziose del rischio idrogeologico del territorio, individuando con estrema precisione le aree soggette a esondazione e i costoni instabili. Mancini evidenzia come le cartine del Piano indicassero esattamente i luoghi dove si sono poi verificati i danni maggiori, dimostrando che i rischi erano noti, scritti "nero su bianco" e ampiamente prevedibili se solo l'amministrazione non avesse lasciato il documento a prendere polvere in un cassetto.

L'assenza di manutenzione e il peso dell'improvvisazione

Oltre alla mancata attuazione dei piani accademici, Mancini denuncia l'assenza totale delle più elementari forme di cura del territorio. Dalla pulizia dei letti dei fiumi al consolidamento dei versanti, la macchina comunale sembra essere rimasta immobile, priva di una programmazione seria o della volontà di reperire le risorse necessarie. Particolarmente grave appare la gestione della comunicazione verso la cittadinanza: la mancanza di un piano di evacuazione preventivo ha lasciato spazio a un'improvvisazione pericolosa che ha esposto i residenti a rischi evitabili.

Il fallimento dei soccorsi e la richiesta di responsabilità

Anche la gestione operativa dell'emergenza è finita sotto la lente d'ingrandimento dell'ex deputato. Mancini descrive un episodio emblematico di inefficienza: il numero dedicato ai cittadini in difficoltà, promosso sui canali social dal sindaco Caruso, è risultato staccato proprio nel momento del bisogno. Questa mancanza di coordinamento e di supporto concreto rappresenta, per l'esponente dem, il segno di una gestione che non tutela l'incolumità pubblica. La conclusione di Mancini è un appello alla trasparenza e al cambiamento, affinché la cura del territorio diventi una priorità politica reale e non una vuota promessa elettorale.