Un momento dello spettacolo di Emma Dante
Un momento dello spettacolo di Emma Dante

Grande successo venerdì sera all’Università della Calabria per “Morte accidentale di un anarchico”, l’opera di Dario Fo e Franca Rame che, a più di cinquant’anni dalla prima rappresentazione, continua a interrogare la società civile sui temi del potere, della verità e della giustizia.

Nel centenario della nascita di Dario Fo, il regista Giorgio Gallione ha portato in scena uno dei testi più rappresentativi del teatro civile italiano, affidando il ruolo del Matto a Lodo Guenzi, protagonista di un’interpretazione intensa e ironica, capace di restituire la forza satirica e il taglio corrosivo dell’opera.

Accanto a lui, sul palco allestito come un ufficio di questura, gli attori Matteo Gatta, Alessandro Federico, Marco Ripoldi e Roberto Rustioni nei ruoli di commissari e funzionari, mentre Eleonora Giovanardi ha interpretato la giornalista, figura chiave nella narrazione.

La rassegna “L’Altro Teatro” continua oggi con Emma Dante

La programmazione della rassegna “L’Altro Teatro”, curata da Gianluigi Fabiano, prosegue ora con un altro appuntamento di grande rilievo artistico. Oggi, Domenica 15 febbraio, alle ore 18, al Teatro Auditorium Unical andrà in scena “L’Angelo del focolare”, il nuovo lavoro di Emma Dante, tra le più autorevoli registe italiane di teatro e opera, recentemente insignita del Leone d’Oro alla carriera della Biennale Teatro 2026.

La stessa regista ha definito lo spettacolo “necessario”, sottolineando come la messa in scena affronti il tema del femminicidio non attraverso la spettacolarizzazione della morte, ma indagando le radici culturali e psicologiche della violenza domestica.

Una tragedia familiare raccontata in forma teatrale

Al centro della pièce vi è la storia di una donna intrappolata in un ciclo di violenza che si ripete all’infinito. Uccisa dal marito, la protagonista è costretta a rivivere ogni giorno la stessa routine domestica, tra lavori quotidiani, incomprensioni e sopraffazioni, senza che nessuno creda alla sua morte o alla sua sofferenza.

In scena David Leone, Giuditta Perriera, Ivano Picciallo e Leonarda Saffi interpretano personaggi senza nome, identificati soltanto dai loro ruoli familiari di Moglie, Marito, Figlio e Suocera, in un racconto che trasforma la dimensione privata in una riflessione universale sulla violenza, sull’indifferenza e sulla solitudine.

La rassegna conferma così il ruolo del Teatro Auditorium dell’Università della Calabria come spazio di confronto culturale e artistico capace di offrire al pubblico spettacoli che non solo intrattengono, ma invitano a riflettere sui temi più complessi della società contemporanea.