Maltempo al Sud, il silenzio e la cattiveria
Dopo la devastazione in Calabria, Sicilia e Sardegna, il racconto mancato dei media nazionali e l’odio che riaffiora nei commenti
Un timidissimo sole torna a splendere in Calabria dopo giorni di terribile maltempo che ha letteralmente devastato zone del suo territorio. È il tempo di contare le ferite, di chiedere al governo centrale di mandare risorse per sostenere chi ha perso tutto a causa della pioggia e delle mareggiate. Non vogliamo, stavolta, riflettere sulle colpe degli uomini. Che ci sono. Stavolta vogliamo parlare di come i mass media nazionali hanno raccontato di quello che accadeva in Calabria, Sicilia e Sardegna.
Un racconto nazionale troppo debole
Ecco, il risultato è che se ne è parlato troppo poco. Forse perché non c’era la ‘ndrangheta di mezzo o la corruzione di qualche politico. Il dramma di tanti meridionali, evidentemente, non ha fatto notizia se non per qualche video spettacolare che ha ritratto il dramma di Catanzaro Lido o quello di Melito Porto Salvo.
Quando l’informazione lascia spazio all’odio
Dove se n’è parlato, però, abbiamo notato qualcosa di assolutamente disdicevole. Prendete il caso di Fanpage, testata registrata al tribunale di Napoli, che ha, giustamente, riportato quello che stava accadendo nella nostra regione. Nulla da dire sul lavoro dei colleghi. Quello che ci ha indignati (sì, ancora per fortuna capita nell’era del disincanto…), sono stati alcuni commenti apparsi sotto agli articoli che hanno parlato del maltempo in Calabria.
Commenti che colpiscono le vittime
Una cattiveria che non trova spiegazioni. Gente che ha scritto, senza vergogna, che i calabresi si meritano tutto quello che è accaduto perché autori di abusivismo o di qualche altra cosa contro Legge. Sicuramente ci sarà stato qualcuno che ha infranto le norme, non lo mettiamo in dubbio, ma è proprio necessario accanirsi così mentre è in corso un dramma?
Moderazione, non censura
La colpa non è certo della redazione di Fanpage ma una riflessione, anzi un appello, lo vogliamo umilmente rivolgere: non si possono oscurare i commenti di quelle persone che vomitano rabbia ingiustificata verso i calabresi? Attenzione, non è censura. Anche su Calabria News 24 c’è chi lascia commenti senza pensare troppo evidentemente. Capita a tutti gli organi di informazione.
Libertà di espressione e responsabilità editoriale
Ma, sosteniamo, era proprio necessario lasciare lì quella rabbia? Quella cattiveria ingiustificata? È una riflessione che dovremmo fare tutti. È giusto continuare a lasciare in vista i commenti di chi non riesce a reprimere la propria rabbia, molte volte ingiustificata, e vomita rancore e cattiveria? In nome dell’articolo 21 della Costituzione si devono per forza tollerare queste manifestazioni di pensiero? Tutti gli operatori dell’informazione devono chiederselo…