Pronto soccorso, proroga dei medici gettonisti fino al 30 giugno 2027
La misura compare nella bozza di decreto legge all’esame del Consiglio dei ministri e consentirebbe alle aziende sanitarie di affidare ancora a soggetti esterni i servizi di emergenza-urgenza
La possibilità di ricorrere ai cosiddetti medici gettonisti nei Pronto soccorso potrebbe essere prorogata fino al 30 giugno 2027. La misura è contenuta nell’articolo 4 della bozza di decreto legge sottoposta all’esame del Consiglio dei ministri.
In base al testo, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale potrebbero affidare a soggetti terzi, per periodi non superiori a dodici mesi, i servizi di emergenza-urgenza. Il ricorso alle esternalizzazioni potrebbe avvenire anche in più occasioni ed essere prorogato, senza superare la nuova scadenza prevista.
Gli affidamenti dovrebbero comunque rispettare le condizioni stabilite dalla normativa e le linee guida contenute nel decreto del ministro della Salute.
La richiesta delle Regioni in difficoltà
Secondo quanto emerso, la proroga sarebbe stata sollecitata dalle Regioni, in particolare da quelle alle prese con le maggiori carenze di personale medico nei reparti di emergenza-urgenza.
Il ricorso ai professionisti esterni viene infatti considerato da diverse aziende sanitarie una soluzione temporanea per garantire la copertura dei turni e scongiurare la riduzione dei servizi nei Pronto soccorso maggiormente sotto pressione.
Resta però attesa la posizione ufficiale del ministero della Salute. Il ministro Orazio Schillaci si è più volte espresso in modo critico nei confronti dell’impiego dei medici a gettone, ritenuto costoso e poco funzionale alla stabilizzazione degli organici.
Lo stop previsto dalla legge Schillaci
La normativa introdotta nel 2023 aveva previsto il progressivo superamento delle cooperative esterne e il divieto di stipulare nuovi contratti per l’impiego di personale sanitario a gettone. Lo stop totale ai nuovi affidamenti era entrato in vigore il 31 luglio 2025.
La legge aveva tuttavia consentito una deroga temporanea, della durata massima di dodici mesi, destinata ai reparti in maggiore difficoltà. Tale estensione è arrivata a scadenza il 31 luglio 2026.
La nuova disposizione, qualora venisse approvata nella formulazione attuale, riaprirebbe quindi la possibilità di ricorrere alle esternalizzazioni nei servizi di emergenza fino alla metà del 2027.
Fondi destinati alle assunzioni stabili
La legge Schillaci stabilisce che le aziende sanitarie e gli ospedali pubblici non possano più stipulare contratti d’appalto con cooperative di medici a gettone. I rapporti già esistenti possono proseguire soltanto fino alla loro naturale scadenza.
Le risorse precedentemente impiegate per sostenere le elevate tariffe dei professionisti esterni dovrebbero essere reinvestite nel Servizio sanitario nazionale per finanziare concorsi pubblici e assunzioni stabili a tempo pieno.
Il ministero ha inoltre disposto controlli dei Carabinieri del Nas per verificare l’effettiva conclusione dei contratti di esternalizzazione e il rispetto delle disposizioni previste.
Gettonisti ancora presenti in metà dei Pronto soccorso
A tre anni dall’introduzione delle norme finalizzate al superamento del fenomeno, i medici gettonisti continuano tuttavia a essere presenti in circa la metà dei Pronto soccorso italiani.
Il dato emerge da una recente indagine della Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti, secondo la quale il ricorso ai liberi professionisti, spesso riuniti in cooperative e retribuiti per ogni singolo turno, resta ancora molto diffuso.
La proroga riflette così le difficoltà del sistema sanitario nel conciliare l’obiettivo di eliminare le esternalizzazioni con la necessità immediata di garantire la continuità dei servizi di emergenza. La misura rimane comunque legata all’approvazione definitiva del decreto e potrà subire modifiche durante il suo iter.