Premio Sila Giulia Lombezzi a Cosenza con un romanzo sulla violenza familiare
Alla libreria Ubik un confronto sui temi dell’emancipazione e della trasmissione generazionale dei modelli patriarcali
Dopo il successo dell’incontro inaugurale con Antonio Pascale, che ha aperto la nuova stagione con una partecipazione significativa di pubblico, il Premio Sila prosegue il suo percorso culturale portando a Cosenza nuove voci della narrativa contemporanea. Il prossimo appuntamento è in programma giovedì 2 aprile alle ore 18 alla libreria Ubik, dove la scrittrice Giulia Lombezzi presenterà il romanzo “L’estate che ho ucciso mio nonno”. A dialogare con l’autrice sarà la giornalista Giuliana Scura, in un confronto che si preannuncia intenso e ricco di spunti.
Un romanzo che affronta la violenza domestica e i modelli familiari
Il libro racconta la storia di Alice, una ragazza di sedici anni che assiste al progressivo annullamento della madre, schiacciata dalla presenza dominante del nonno. La narrazione esplora il tema della violenza che si trasmette tra generazioni e mette in luce dinamiche familiari segnate da controllo, dipendenza e sopraffazione. La protagonista, divisa tra rabbia e impotenza, si confronta con una realtà difficile da accettare, in cui il desiderio di liberazione si scontra con limiti profondi e dolorosi.
Letteratura e confronto per interrogare il presente
L’incontro rappresenta un’occasione per riflettere su temi complessi come emancipazione, libertà e responsabilità individuale. Attraverso una scrittura intensa e diretta, il romanzo solleva interrogativi che coinvolgono la società nel suo insieme, aprendo un dialogo sulle relazioni familiari e sulle forme di violenza spesso invisibili. Il Premio Sila conferma così il suo ruolo di spazio di confronto culturale, capace di portare in città autori e storie che aiutano a leggere il presente e a stimolare una partecipazione sempre più consapevole.