In migliaia alla fiaccolata contro la criminalità nel Vibonese
Sindaci, cittadini, associazioni e Chiesa uniti nell’area industriale tra Vibo Valentia e Vena di Ionadi dopo l’escalation di raid armati contro imprese e attività commerciali
Una lunga fiaccolata per dire no alla criminalità e per sostenere imprenditori e commercianti finiti nel mirino di intimidazioni e raid armati. Circa millecinquecento persone hanno partecipato ieri sera alla manifestazione organizzata dalla Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e dalla Parrocchia Gesù Salvatore di Jonadi nell’area industriale tra Vibo Valentia e Vena di Ionadi.
Al corteo hanno preso parte sindaci con la fascia tricolore, rappresentanti delle istituzioni, associazioni, sindacati e centinaia di cittadini. Una presenza compatta per lanciare un messaggio di vicinanza al tessuto produttivo del territorio colpito negli ultimi mesi da una preoccupante escalation criminale.
Il corteo guidato dal vescovo Attilio Nostro
La manifestazione è stata guidata dal vescovo Attilio Nostro, che ha attraversato insieme ai fedeli e ai partecipanti i viali del distretto produttivo considerato il cuore economico della provincia.
Uno dei momenti più significativi della serata si è registrato davanti ai cancelli delle aziende finite nel mirino degli attentati. Il presule ha consegnato mazzi di fiori ai titolari delle attività colpite, trasformando la preghiera in un gesto concreto di solidarietà e resistenza civile.
Durante il percorso, scandito dalla presenza della statua della Madonna portata a spalla, è stato ribadito il messaggio della mobilitazione: la comunità non intende lasciare soli imprenditori e lavoratori.
Gli ultimi raid e il clima di tensione nel territorio
La fiaccolata arriva dopo settimane segnate da episodi di violenza e intimidazioni che hanno alimentato preoccupazione nel Vibonese. Tra gli episodi più gravi, gli spari contro l’abitazione del presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello, gli incendi dolosi ai cantieri della scuola Buccarelli e le auto incendiate a Vena di Ionadi.
La tensione è ulteriormente salita dopo il raid del 4 maggio scorso, quando colpi di fucile sono stati esplosi contro cinque aziende della zona industriale: Metal Sud, Sud ed il Ferro, Colloca Agricola, Agricola Baldo e Kernel. A questi episodi si sono aggiunte anche minacce di morte rivolte all’assessore comunale Marco Talarico e il danneggiamento a colpi di pistola dell’auto di un parrucchiere.
Gli organizzatori hanno spiegato che l’obiettivo della manifestazione è trasformare paura e indignazione in una forte testimonianza collettiva a difesa della legalità e della presenza dello Stato sul territorio.