Si riaccende con forza la vertenza dei Tis in Calabria. Cgil, Cisl e Uil Calabria, insieme alle categorie Nidil, Felsa Cisl e Uiltemp, hanno proclamato ufficialmente lo stato di agitazione dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolti nei Tirocini di inclusione sociale esclusi o non ancora interessati dai processi di stabilizzazione.

Alla base della decisione delle organizzazioni sindacali vi è il mancato incontro richiesto al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, considerato un passaggio indispensabile per affrontare una situazione che i sindacati definiscono ormai insostenibile sia dal punto di vista sociale che occupazionale.

La nota congiunta diffusa dalle sigle confederali parla apertamente di una vertenza ancora irrisolta che continua a lasciare centinaia di persone in una condizione di forte precarietà, nonostante anni di attività svolta all’interno di enti pubblici e amministrazioni territoriali.

Centinaia di lavoratori senza contratto dopo anni di servizio

Secondo quanto denunciato dai sindacati, molti lavoratori Tis si trovano oggi senza un contratto di lavoro e senza alcuna certezza sul proprio futuro occupazionale. Una situazione che riguarda persone impiegate per anni nei Comuni, negli enti pubblici e nei servizi territoriali calabresi, spesso utilizzate per garantire attività essenziali all’interno delle amministrazioni.

Le organizzazioni sindacali sottolineano come la platea dei lavoratori esclusi o destinati a non essere stabilizzati sia stimata in circa 900 unità. Numeri che alimentano preoccupazione e tensione sociale soprattutto nelle aree più fragili della regione, dove il lavoro pubblico e parapubblico rappresenta spesso una delle poche opportunità occupazionali disponibili.

Per i sindacati il problema non riguarda soltanto la continuità reddituale, ma anche il mancato riconoscimento del lavoro svolto negli anni da centinaia di persone che hanno contribuito concretamente al funzionamento di enti e servizi locali.

Una vertenza che torna al centro del dibattito regionale

La questione dei Tis continua così a rappresentare uno dei nodi più delicati del mercato del lavoro calabrese. Negli ultimi anni il tema delle stabilizzazioni è stato più volte al centro del confronto politico e sindacale, con percorsi avviati solo parzialmente e numerosi lavoratori rimasti ancora fuori dai processi di assunzione.

Secondo Cgil, Cisl e Uil è necessario un intervento complessivo e immediato da parte della Regione Calabria per evitare che centinaia di famiglie restino prive di prospettive economiche e occupazionali.

Lo stato di agitazione proclamato dalle sigle sindacali potrebbe ora aprire una nuova fase di mobilitazione, con iniziative e proteste che potrebbero coinvolgere l’intero territorio regionale nelle prossime settimane.