Spari contro un 26enne ad Acri, condannato a tre anni: il Tribunale riqualifica il reato in lesioni aggravate
La vittima, G.F., fu raggiunta da due proiettili
Tre anni di reclusione. È questa la condanna inflitta a M.A., 48enne originario di Acri, al termine del processo celebrato davanti al Tribunale di Cosenza per l’episodio avvenuto nel 2024 quando esplose tre colpi di pistola contro un giovane di 26 anni.
La vittima, G.F., fu raggiunta da due proiettili: uno alla coscia destra e uno alla spalla sinistra. Proprio quest’ultima ferita rese necessario un intervento chirurgico da parte dei sanitari dell’ospedale di Cosenza, dove il giovane fu trasportato per ricevere le cure del caso.
Nel corso del processo, il pubblico ministero Visconti aveva contestato all’imputato il reato di tentato omicidio, chiedendo una condanna a 6 anni e 8 mesi di reclusione.
Di diverso avviso la difesa, rappresentata dall’avvocato Antonio Quintieri, che aveva chiesto la riqualificazione del fatto in lesioni aggravate sostenendo l’assenza del dolo omicidiario.
Al termine della camera di consiglio, la giudice Letizia Benigno ha accolto l’impostazione difensiva, riqualificando il reato e condannando il 48enne alla pena di tre anni di reclusione.
Nel procedimento le parti civili sono state rappresentate dall’avvocato Antonio Ingrosso.