Radioattività naturale impropria in Calabria al centro del dibattito scientifico a Rende
Esperti, studenti e cittadini a confronto in un incontro promosso dal Rotary Club Rende e dal Rotaract Club Rende per approfondire i rischi legati ai materiali TENORM e alla storia industriale del territorio
La presenza di radioattività naturale impropria nel territorio calabrese è stata al centro di un partecipato incontro-dibattito organizzato nei giorni scorsi dal Rotary Club Rende e dal Rotaract Club Rende presso il Best Western Premier Villa Fabiano Hotel di Rende. L’iniziativa ha coinvolto soci rotariani, professionisti, studenti e cittadini interessati ad approfondire un tema che intreccia ricerca scientifica, tutela ambientale e sicurezza sanitaria.
Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali del presidente del Rotary Club Rende Sergio Mazzuca e della presidente del Rotaract Club Rende Michela Del Gaudio. A guidare il dibattito è stata la professoressa Anna Mastroberardino, ordinaria di Fisica delle Alte Energie all’Università della Calabria e docente del Master in Radioprotezione dell’ateneo.
Il fenomeno della radioattività naturale impropria
La relazione principale è stata affidata al dottor Salvatore Procopio, tecnico professionale dell’ARPACAL e specialista in fisica sanitaria e radioprotezione. Nel corso dell’intervento l’esperto ha illustrato il fenomeno della radioattività naturale impropria, cioè l’aumento dei livelli di radioattività naturale causato da attività industriali e umane che hanno concentrato radionuclidi già presenti in natura.
Particolare attenzione è stata dedicata alla situazione della città di Crotone, storicamente legata alla presenza di industrie chimico-fosfatiche. Le indagini radiometriche condotte dall’ARPACAL hanno infatti individuato materiali derivanti da cicli produttivi industriali, come metasilicati e altri scarti contenenti radionuclidi naturali, utilizzati in passato come riempimento per strade, piazzali portuali e vespai di edifici.
Le aree a maggiore concentrazione radiologica
Questi materiali, classificati come TENORM, possono determinare un incremento dei livelli di radioattività ambientale, in alcuni casi fino a sei o sette volte superiori rispetto al fondo naturale. Le analisi condotte hanno permesso di individuare sedici aree radiometriche critiche nel territorio crotonese, spesso collocate sotto strati di asfalto o all’interno delle strutture edilizie.
Un ulteriore elemento emerso riguarda il possibile aumento delle concentrazioni di radon negli ambienti chiusi, fenomeno legato alla presenza di questi materiali nei vespai o nei riempimenti strutturali.
Monitoraggio ambientale e ruolo delle istituzioni
Il fenomeno è oggi regolato dalla normativa nazionale in materia di radiazioni ionizzanti, in particolare dal Decreto Legislativo 101 del 2020, che disciplina il monitoraggio e la gestione dei materiali contenenti NORM e TENORM. Procopio ha sottolineato il ruolo delle istituzioni di controllo ambientale, ricordando l’azione congiunta di ARPACAL e Prefettura di Crotone nella mappatura delle aree interessate dalla contaminazione radiologica, che rappresentano circa lo 0,55 per cento della superficie comunale.
Il dibattito finale ha evidenziato il forte interesse del pubblico su un tema che unisce storia industriale, responsabilità ambientale e tutela della salute, confermando il valore delle iniziative di divulgazione scientifica promosse dal Rotary Club Rende e dal Rotaract Club Rende.