Rende, “Return” trasforma il centro storico in un teatro immersivo della memoria
Giovedì 27 agosto l’evento conclusivo tra teatro immersivo, memoria e narrazione
Un progetto nato dall’incontro tra teatro immersivo, memoria e ricerca audiovisiva, capace di trasformare il centro storico di Rende in uno spazio narrativo da attraversare e vivere. “Return - Museo delle storie perdute” si prepara alla sua conclusione giovedì 27 agosto alle 18, con partenza dalla Cabina elettrica di via Santa Maria. Dal mese di maggio il borgo è diventato un museo all’aperto non convenzionale, alimentato da laboratori di scrittura, interviste, esplorazioni urbane, attività intergenerazionali e performative. A promuovere il progetto, sotto la direzione artistica di Maria Grazia Bisurgi, è il Collettivo ConimieiOcchi, realtà impegnata in Calabria e a livello nazionale nelle arti sceniche e partecipative, nella pedagogia teatrale e nella narrazione comunitaria. Il percorso conclusivo, denominato “Pastorale multimediale”, sarà riservato a 14 spettatori, chiamati a condividere lo stesso spazio fisico degli attori e a diventare parte integrante della storia.
Parole, suoni e immagini per raccontare ciò che resta
La “Pastorale multimediale” sarà un cammino tra vicoli, piazze, case e scorci del centro storico, accompagnato da parole, soundscape e video nati dalla ricerca dello scrittore Michele Trotta, del compositore di musica elettronica Alessandro Rizzo e dell’autore audiovisivo Nanni Spina. Non ci sarà una platea tradizionale: lo spettatore attraverserà direttamente i luoghi, ascoltandoli e osservandoli da vicino. Rende vecchia diventerà così non soltanto lo scenario dello spettacolo, ma uno dei suoi protagonisti. “Return” nasce infatti dall’esigenza di raccogliere e restituire storie di vita, memorie che rischiano di scomparire, trasformazioni dei luoghi e delle comunità, ma anche ciò che continua a resistere allo spopolamento e alla perdita di identità. Per Michele Trotta il progetto è stato anche un confronto personale con il tema dell’abbandono dei piccoli centri: «Sono un testimone dello spopolamento del mio paese, Santa Sofia d’Epiro. Per me Return è stata una preghiera laica e una riflessione continua». Le interviste raccolte durante il percorso, spiega, sono diventate materia creativa e «un atto d’amore e di dolore per questa terra».
Gli abitanti come custodi di una memoria ancora viva
Anche per Nanni Spina il cuore del progetto è stato l’incontro con gli abitanti e la costruzione di una memoria condivisa. Una ricerca che ha permesso di aggiungere nuovi tasselli alla storia di centri che si spopolano ma che, sottolinea, «ancora non sono deserti». Da qui nasce quella che viene definita una “Resistenza Rennitana”: la capacità degli abitanti del centro storico di continuare a custodire i luoghi semplicemente vivendoli. “Pastorale Multimediale” rappresenta per ConimieiOcchi il primo esperimento di teatro immersivo, abbattendo i confini tradizionali tra scena e pubblico e trasformando lo spettacolo in un’esperienza condivisa. “Return” diventa così un archivio vivo e temporaneo fatto di persone, ricordi, suoni e immagini, nel quale ciò che sembra perduto può tornare a essere presente. Il progetto è organizzato in collaborazione con Pro Loco Arintha Centro Storico, Centro Women’s Studies Unical, Auser, Casa dei Diritti Sociali Focus Cosenza e Strade di Casa.