“Shanna, l’Ultimo dei Rouergue”: Domenico Iacovo chiude la trilogia con un’opera monumentale in due tomi
Nel romanzo trovano spazio figure mitologiche come Sarvans e Masche, che accompagnano i protagonisti Shanna e Arnes in un viaggio che diventa al tempo stesso epico e introspettivo
È pronto a vedere la luce “Shanna, l’Ultimo dei Rouergue”, capitolo conclusivo della trilogia firmata da Domenico Iacovo, che si preannuncia come un’opera monumentale capace di superare ogni aspettativa. Dopo il successo ottenuto anche al Salone Internazionale del Libro di Torino 2025, l’autore si appresta a chiudere il suo ambizioso progetto narrativo con un lavoro che unisce storia, mito e ricerca antropologica.
Quello che doveva essere un semplice capitolo finale si è trasformato, nel corso di due anni di ricerche, in un’opera imponente di oltre mille pagine. Una crescita che ha portato l’autore, insieme all’editore Emilio Pellegrino, a suddividere il volume in due parti: il Tomo A, in uscita tra giugno e luglio 2026, e il Tomo B previsto per il 2027.
La saga, partita quasi per gioco, è diventata nel tempo un punto di riferimento per gli appassionati di narrativa storico-esoterica, arrivando a coinvolgere istituzioni, studiosi e comunità locali. Il personaggio di Shanna si è progressivamente trasformato in un simbolo di identità e riscatto culturale per l’intera area occitana.
Determinante per la costruzione dell’opera è stato il viaggio compiuto da Iacovo nel 2024 a Dronero, in occasione della rassegna “Il Ponte del Dialogo”. Qui lo scrittore è entrato in contatto con il folklore alpino, tra le suggestioni del Drago Nero e i paesaggi dei Ciciu del Villar, nella Valle Maira. Un’esperienza arricchita dal contributo di Rosella Pellerino e dell’Espaci Occitan, che ha influenzato profondamente la narrazione.
Nel romanzo trovano spazio figure mitologiche come Sarvans e Masche, che accompagnano i protagonisti Shanna e Arnes in un viaggio che diventa al tempo stesso epico e introspettivo. L’opera si configura così come una vera e propria odissea antropologica, capace di interrogare il lettore sul confine tra fede, superstizione e conoscenza.
Accanto alla dimensione fantastica, il libro si distingue per un intenso lavoro di recupero storico, condotto anche nella comunità di Guardia Piemontese, dove l’autore ha raccolto testimonianze e tradizioni orali a rischio scomparsa. Un patrimonio che rivive nelle pagine del romanzo attraverso le diverse varianti linguistiche dell’Occitania.
Il progetto ha ottenuto anche un importante riconoscimento istituzionale, con contributi introduttivi, tra gli altri, della presidente della Provincia di Cosenza Rosaria Succurro e dei sindaci dei territori coinvolti nella narrazione.
Dal punto di vista tematico, l’ultimo capitolo segna una svolta rispetto ai precedenti. Se “Shanna, liberi come lupi” raccontava l’identità e “Shanna, lungo la Via dei Re” esplorava il conflitto interiore, questo finale affronta questioni esistenziali profonde, mettendo in discussione i confini tra bene e male e interrogandosi sul silenzio del divino di fronte alla sofferenza umana.
A completare l’opera, ancora una volta, le illustrazioni e la copertina dell’artista calabrese Francesca Caio Greco.
“Shanna, l’Ultimo dei Rouergue” si presenta dunque non solo come la conclusione di una trilogia, ma come un vero e proprio manifesto culturale: un viaggio tra Calabria, Piemonte e Midi francese in cui storia, mito e identità si fondono, dando vita a un racconto destinato a lasciare il segno.