È in corso l’iter per la possibile dichiarazione dello stato di emergenza nazionale in Calabria dopo l’ondata di maltempo che ha colpito il territorio nelle ultime settimane. A confermarlo è stato il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, spiegando che la richiesta avanzata dalla Regione è attualmente al vaglio del Dipartimento della Protezione civile, che sta conducendo l’istruttoria necessaria prima della decisione del Governo.

Secondo quanto chiarito dal ministro, la procedura prevede una verifica tecnica dei danni e delle necessità operative, al termine della quale l’esecutivo potrà stabilire se dichiarare lo stato di emergenza e predisporre le prime risorse economiche per gli interventi più urgenti.

La perimetrazione dei danni e i tempi del provvedimento
Musumeci ha evidenziato che i tempi della decisione dipendono dalla conclusione dell’istruttoria e dalla definizione dettagliata della perimetrazione dei danni, già in parte individuata ma ancora in fase di completamento. L’obiettivo, ha spiegato, è quello di arrivare nei prossimi giorni all’adozione del successivo provvedimento, che, come previsto dalla normativa, sarà poi gestito operativamente dai presidenti delle Regioni interessate.

L’eventuale dichiarazione consentirebbe di accelerare le procedure e rendere disponibili fondi per le opere di ripristino, la messa in sicurezza del territorio e il sostegno alle comunità colpite.

Dall’emergenza alla prevenzione, la necessità di cambiare approccio
Il ministro ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di affrontare il tema del rischio idrogeologico con un approccio più ampio. Secondo Musumeci, non si può più parlare di eventi del tutto eccezionali, perché fenomeni meteorologici intensi stanno diventando sempre più frequenti e impongono un rafforzamento delle politiche di prevenzione.

Accanto agli interventi strutturali, il ministro ha sottolineato l’importanza della prevenzione non strutturale, a partire dall’informazione e dalla formazione nelle scuole, per aumentare la consapevolezza dei rischi e migliorare la capacità di risposta delle comunità locali di fronte alle emergenze.