Enzo Sculco, ex consigliere regionale e fondatore del movimento “I Demokratici”, torna in libertà dopo oltre tre anni trascorsi agli arresti domiciliari. La decisione è stata assunta dal collegio penale del Tribunale di Crotone, presieduto dal giudice Edoardo D’Ambrosio, che ha revocato la misura cautelare cui l’ex esponente politico era sottoposto dal giugno del 2023.

La stessa decisione è stata adottata nei confronti di Salvatore Aracri e Salvatore Panebianco. Per entrambi i giudici hanno disposto l’obbligo di dimora. Alla base del provvedimento vi sarebbe l’attenuazione delle esigenze cautelari.

L’inchiesta Glicine e gli arresti del 2023

Sculco, Aracri e Panebianco erano stati raggiunti da misura cautelare il 27 giugno 2023 nell’ambito della maxi operazione “Glicine”, nata dalle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e coordinate dall’allora procuratore Nicola Gratteri.

L’inchiesta aveva portato all’esecuzione di 41 misure cautelari su oltre 120 persone complessivamente indagate, coinvolgendo esponenti politici, imprenditori e altri soggetti ritenuti, a vario titolo, collegati alle vicende finite al centro dell’attività investigativa.

Le contestazioni e il processo in corso

Nel procedimento Vincenzo Sculco deve rispondere dell’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione, comprese ipotesi di turbativa d’asta, tra cui quella relativa alla fiera mariana, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa.

Salvatore Aracri è stato rinviato a giudizio con l’accusa di associazione mafiosa, mentre a Salvatore Panebianco vengono contestate la tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e l’associazione mafiosa.

Il processo “Glicine” è iniziato il 10 ottobre 2024 davanti al Tribunale di Crotone e prosegue per l’accertamento delle responsabilità degli imputati.